Conte e Draghi: chi il bue e chi l’asino?

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di Fabrizio Simon

Sono un contestatore del M5S e da tempo ho espresso la mia disistima per Conte ma per ragioni opposte a quelle che vengono argomentate da molti nelle ultime ore.
Occorre però guardare ai fatti:

  1. il governo del partito che ha ottenuto il 34% dei voti viene scalzato da una manovra di palazzo che coinvolge tutte le forze politiche e anche le più alte cariche dello Stato;
  2. viene formato un governo, guidato da un eurocrate, che è l’antitesi politica del M5S e con ogni pressione si pretende che questi vi partecipi;
  3. dentro questo governo la forza di maggioranza relativa viene marginalizzata e sistematicamente e scientemente l’azione di governo va contro i punti programmatici e i principi del M5S su ogni materia (esteri, difesa, Europa, economia, ambiente, giustizia, etc…);
  4. non appagato di ciò, Draghi con l’aiuto di Di Maio scava dentro il M5S per organizzare una scissione e liquidarne il vertice politico;
  5. dopo una naturale e scontata reazione di rottura di Conte, pur disponendo di un’ampia maggioranza e persino di una pattuglia di fuoriusciti M5S, Draghi pone fine al governo. Con quale pretesa? Non intende continuare a governare perché avrebbe un partito all’opposizione.

Ora, solo un deformante travisamento della realtà può descrivere il M5S e Conte dalla parte del torto e Draghi come una vittima di degli irresponsabili.