Salvatore Giuliano una figura controversa

di Alessandro Saraceno


5 luglio 1950.
Muore Salvatore Giuliano. Le circostanze della morte non sono mai state chiarite, con discordanza di versioni che non facilita la ricostruzione, fin da subito oscura. Tutt’ora vige il segreto di stato (italiano) su tutte le vicende di Turi, fino alla sua dipartita.
Figura controversa, è accusato essere l’autore della strage di Portella della Ginestra; nonostante le numerose incongruenze nella versione ufficiale e punti mai affrontati sulla tragedia. È oltretutto definito bandito, autore di efferati delitti (408 stimati) dalla vulgata italiana. Ma…
Ma le testimonianze dirette sono unanimi nel difendere operato e immagine di Turi, definito uomo energico, carismatico, con profondo senso morale e intelligenza. Chi ne studia le testimonianze, eliminando i preconcetti della versione italiana, vede una sorta di Robin Hood.

Tale posizione persiste nell’opinione pubblica siciliana, che non crede che un uomo che a tutto ha rinunciato per la sua lotta possa essere un vile criminale. E questa, forse, è la più secca e ferma risposta all’ennesima macchina del fango italiana verso tutto ciò che riguarda i tentativi siciliani di alzare la testa. Perché sì, Salvatore Giuliano fu innanzitutto colonnello dell’EVIS, la forza paramilitare indipendentista, con capacità di comando e abilità di combattimento in guerriglia tali da risultare, ancor oggi, da manuale.

Fu senza dubbio drastico e duro nei modi. Ma non lo fu meno dello stato italiano del periodo, feroce verso chi chiedeva il pane o tentava di arrangiarsi nella miseria postbellica. E le sue azioni vanno inquadrate proprio come una rivolta contro uno stato, percepito come lontano, straniero e oppressore, che reprimeva nel sangue ogni richiesta e dissenso delle classi popolari siciliane. Molti atti di Giuliano furono mera difesa delle fasce più deboli dai soprusi degli uomini del governo italico e risposta simmetrica a gravi prevaricazioni sul popolo.

Indubbiamente, figura cardine del Sicilianismo a dispetto delle controversie sul suo conto. E figura degna di essere commemorata, per indubbi coraggio e abnegazione alla causa sicilianista. I suoi legami “occulti” (se ne sono dette di tutte di tutti i colori in merito) non sono mai stati dimostrati. Evidente, invece, come sia figura bisognosa di un serio riesame storico e, perché no, rivalutazione e riabilitazione ufficiali.


Noi GSL, confermando le nostre volontà pacifiste e democratiche nel perseguimento del sogno, dell’obiettivo dell’indipendenza della Sicilia e la prosperità dei siciliani, comunque accettiamo, comprendiamo e commemoriamo il nostro passato. Difendendo nome e operato del nostrano Che Guevara ante litteram.