17 GIUGNO COMMEMORAZIONE DI TRE EROI SICILIANI

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di Angelo Russo

Tre eroi siciliani dimenticati nella lotta per l’indipendenza della Sicilia del dopoguerra hanno dato la vita per ridare all’isola il suo Parlamento e parte di quell’autogoverno che l’aveva resa nei secoli una Nazione orgogliosa e prestigiosa al centro del Mediterraneo, sono certamente Antonio Canepa di 36 anni, Carmelo Rosano di 22 anni e Giuseppe Lo Giudice di 18 anni, caduti il 17 giugno 1945 in uno scontro a fuoco con i carabinieri a “Murazzu Ruttu”, sulla strada statale 120 alla periferia di Randazzo.

Dei tre personaggi il più autorevole fu sicuramente Antonio Canepa, professore di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Catania. Egli fu un personaggio emblematico e mitico, spericolato e passionale di cui ancora oggi gli storici analizzano le specificità delle sue varie attività rivoluzionarie. Noi vogliamo ricordarlo per il ruolo di ideologo, di trascinatore e di guida che ebbe nella lotta per l’indipendenza della Sicilia. Con lo pseudonimo di battaglia “Mario Turri” e col motto “La Sicilia ai siciliani”, il professore guerrigliero, ritenuti vani i tentativi portati avanti assieme ad altri patrioti per ottenere con le vie diplomatiche a livello nazionale e internazionale l’indipendenza della Sicilia dall’Italia, si mise a capo di un esercito di volontari, l’EVIS, acronimo di Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia, sfidando le autorità, le forze dell’ordine e l’esercito italiani.

Per comprendere gli ideali che Canepa promuoveva basta citare quanto scriveva in un suo articolo del 1942: “La Sicilia di domani sarà quale noi la vogliamo: pacifica, laboriosa, ricca, felice, senza tiranni e senza sfruttatori. La Sicilia che vogliamo saprà difendere i propri interessi con fermezza, sviluppando rapporti fraterni con tutti i popoli del mondo. Noi siamo “indipendentisti”, non “separatisti”; è la Sicilia coloniale di oggi ad essere “separata” dal resto del mondo. L’indipendenza la renderà “unita” al novero dei Paesi liberi”.

La sua attività fu interrotta quel 17 giugno 1945 in un “dichiarato” conflitto a fuoco con una pattuglia di carabinieri. Questo, almeno, è ciò che risulta dai rapporti ufficiali ma qualche ombra aleggia ancora sulla sua morte. Qualcuno ipotizza che possa esserci stata la mano dei servizi segreti internazionali perché gli accordi geopolitici di Yalta avevano già stabilito nel febbraio 1945 che la Sicilia dovesse far parte dell’Italia pertanto era necessario neutralizzare i focolai separatisti.
Dopo una prima sepoltura clandestina, i corpi dei tre eroi siciliani furono traslati nel cimitero di Catania dove riposano nel viale dei siciliani illustri, accanto a Giovanni Verga e Angelo Musco.

Concetto Gallo detto: ‘U Liuni di Santu Mauru

A seguito della morte di Canepa il ruolo di leader dell’EVIS fu preso da Concetto Gallo fino all’ottenimento dello Statuto Speciale che, seppure non abbia reso del tutto indipendente la Sicilia, ha sancito una sua amplissima autonomia.