È LA PANDEMIA DELLA MEGALOPOLI E DELLA GLOBALIZZAZIONE

il

di Luigi Sturniolo

Durante la prima ondata la narrazione prevalente verteva sulla lotta comune contro il virus. Alla fine sarebbe andato tutto bene.

Ne eravamo certi. E Conte era la bandiera di tutti. Confortante, ma deciso quanto basta, ci avrebbe tirato fuori dai guai. I buoni sentimenti, però, hanno le gambe corte e, soprattutto, non sopportano miseria e restrizioni.

Così, nella seconda ondata la narrazione prevalente è diventata l’individuazione dei colpevoli. A geografia variabile, governo, regioni, comuni se la prendono l’uno con l’altro e tutti insieme con i cittadini.

Ma c’è un colpevole? Certo che c’è. Le epidemie, ce lo insegnano a scuola, ci sono sempre state e hanno segnato il corso della storia. Hanno abbattuto imperi e generato nuove epoche di rinascimento.

Quella di oggi è la pandemia delle megalopoli e della globalizzazione, della mercificazione di ogni anfratto della nostra vita e della massificazione dei comportamenti, della desertificazione dei territori e dello sradicamento.

Le sue conseguenze sono, poi, fortemente amplificate da chi negli ultimi decenni ha tagliato la sanità pubblica, da chi ha voluto il numero chiuso nelle università, da chi ha distrutto il trasporto pubblico.

È inutile, dunque, che i vertici politici si scarichino l’un l’altro le responsabilità. Sono responsabili tutti. Secondo diversi equilibri tutti loro si sono avvicendati alla guida dei governi e delle amministrazioni e rappresentano il governo di questo modello.

Che poi qualcuno di questi si agiti un po’ di più e sbraiti dalle sue dirette facebook è del tutto irrilevante.