MEGLIO UNA COMUNITÀ IDENTITARIA DI INDIVIDUI LIBERI O UNA REALTÀ GLOBALE CON IDENTITÀ INDISTINTA?

di Marco Lo Dico

La politica attuale, sia essa locale che nazionale, comunitaria o internazionale, ha dimostrato o ha promosso e proposto una visione del futuro prossimo? Questa visione di futuro è palesata dalle azioni di governo? Sono condivise ed espressione delle comunità che si intendono governare?

La sensazione e la percezione dell’indirizzo della società contemporanea nella quale viviamo, sembra più espressione di indirizzi e di interessi estranei agli interessi degli individui come soggetti e dei popoli come oggetti.

Sembra esserci una ricerca spasmodica, e quasi inevitabile, di un mondo globale con un unico modo di interpretare e leggere i bisogni e l’idea di futuro perseguito.

Una idea di futuro che veda individui e popoli come protagonisti, può esistere solo coniugando le esigenze ed il rispetto delle istanze e degli interessi delle comunità locali e territoriali.

Un mondo dove il nazionalismo tende a radicarsi, in risposta ad una “esternalizzazione”, “sovranazionalizzazione”, dei centri di potere come effetto della globalizzazione, non può che avere come risposta, la ricerca e l’affermazioni delle identità locali.

Un mondo globale “omogeneizzato” non può che amplificare e accentuare i conflitti delle minoranze.

In un mondo globale però le minoranze potrebbero diventare maggioranze se uniscono il desiderio di affermare la propria voce come voce di comunità.

Le piccole grandi istanze delle categorie sociali possono trovare spazio se integrano le forze contro le sovrastrutture che ormai sono istituzione.

Non più lotte di classe ma lotte di popolo contro entità sovranazionali nascoste dietro finanza mercato e interessi “multinazionali”.

La frammentazione degli interessi “minoritari”, esprime il malessere delle tante minoranze interne ad un Paese, spesso espresse non da una voce unica, ma da un coro di dissenso spesso disomogeneo e disorganizzato e marchiato e sfiancato da retaggi ideologici divisivi e privi dell’obiettivo naturale.

Le masse, un tempo trovavano nel riferimento istituzionale l’interlocutore e terminale delle proprie attenzioni.

Oggi l’autorità nazionale viene percepita come esecutrice di disegni esterni agli interessi Nazionali.

Un mondo globale, può sopravvivere pacificamente solo nel rispetto delle peculiarità locali, facendole diventare ricchezze sulle quali costruire il futuro e non ostacoli all’affermazione degli interessi presenti.

Gli interessi attuali sembrano essere interessi estranei alle comunità che da questi interessi dovrebbero essere governate.

Se in una comunità Nazionale l’interesse primo dovrebbe coincidere con l’interesse di Famiglia, anche nel senso più allargato del termine, in un mondo globale l’interesse delle Comunità locali e dei Territori dovrebbe essere il primo ad essere tutelato!

“Tutti vogliamo essere LIBERI, ma per essere liberi bisogna essere onesti gli uni con gli altri e leali! Solo così è possibile raggiungere il bene collettivo” è questo l’obiettivo che l’umanità ha dimostrato ad oggi di non sapere perseguire.

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