CARLO V DONA MALTA AI CAVALIERI OSPITALIERI

1530 MALTA È CONCESSA AI CAVALIERI OSPITALIERI COME VASSALLI DEL REGNO DI SICILIA

di Fabio Petrucci

Con l’atto di donazione siglato da Carlo V in qualità di re di Sicilia, ebbe inizio la vicenda storica dello Stato monastico di Malta, capeggiato dai Cavalieri Ospitalieri sotto l’alta sovranità del Regno siciliano. A simboleggiare la dipendenza dei Cavalieri sarà, fino al 1798, il curioso “tributo del falcone maltese”.

Ritratto dell’imperatore Carlo V d’Asburgodi Tiziano Vecellio, 1548. Oggi questo dipinto è situato nell’Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

Originatosi al tempo delle crociate, l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, meglio noto come Ordine dei Cavalieri Ospitalieri, ebbe il suo quartier generale dapprima a Cipro e poi, dal 1309, a Rodi, da dove venne espulso solo alla fine del 1522 per via dell’occupazione ottomana dell’isola greca.

Dopo un peregrinare durato circa sette anni, guidati dal gran maestro Philippe Villiers de L’Isle-Adam, i Cavalieri Ospitalieri ottennero finalmente la concessione dell’arcipelago maltese – contea siciliana dai tempi di Ruggero I d’Altavilla – come loro nuova sede. A sancire l’accordo, favorito da Papa Clemente VII, fu l’atto di donazione siglato da Carlo V d’Asburgo a Castelfranco Emilia tra il 23 ed il 24 marzo 1530. Già da qualche mese Carlo si trovava in Emilia insieme al pontefice.

Philippe Villiers del L’Isle – Adam
Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme

A Bologna, il 24 febbraio, aveva ricevuto dalle mani di Clemente VII la corona ferrea di re d’Italia. L’atto di donazione ai Cavalieri poté però essere concluso solo in virtù del titolo di re di Sicilia, che Carlo deteneva già dal 1516.

Per Carlo l’accordo aveva la finalità di garantire alla strategica Malta un costante presidio contro le incursioni dei pirati ottomani; per l’Ordine, viceversa, Malta costituiva l’opportunità di amministrare un territorio in forma semi-autonoma, con modalità simili (ma non uguali) a quanto avvenuto a Rodi fino al 1522. Oltre al controllo di Malta e Gozo, l’accordo dava ai Cavalieri la giurisdizione anche sulla città libica di Tripoli, persa tuttavia nel 1551 a favore degli ottomani.

Dragut Ammiraglio turco nel luglio 1551, Dragut e Sinan Pascià, l’allora grande ammiraglio (kapudan-i derya) fratello del gran visir Rüstem Pascià, assalirono le isole maltesi e, dopo un assedio di tre giorni al castello di Gozo, portarono via circa 5.000 abitanti come schiavi. Successivamente assalirono la fortezza di Tripoli prendendola con l’inganno ai cavalieri di Malta.

L’insediamento dei Cavalieri a Malta si concretizzò qualche mese dopo l’atto di donazione, con l’approdo del gran maestro nell’isola il 26 ottobre 1530.

L’accordo prevedeva una serie di condizioni politiche ed ecclesiastiche volte a mantenere uno stabile rapporto di vassallaggio tra il Regno di Sicilia e i Cavalieri. Per simboleggiare la dipendenza di questi ultimi dalla Sicilia, Carlo istituì il cosiddetto “tributo del falcone maltese”. Esso si sostanziava nell’invio di un falcone maltese al viceré di Sicilia, da effettuare ogni anno nel giorno di Ognissanti. Tale tradizione perdurò fino al 1798, anno dell’invasione napoleonica di Malta, che pose fine al dominio dei Cavalieri sull’arcipelago.

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