Una Siciliana diva del cinema muto fra le prime registe donna della Storia

GIULIA RIZZOTTO

Nata a Palermo nel 1865 da famiglia di artisti e attori, si esibisce già fanciulla nella compagnia teatrale dialettale del padre e riscuote grandissimo successo, mostrando un talento eclettico che spazia dalle caratteristiche “vastasate” alle più sobrie commedie e alle profonde tragedie.

Vastasata (o vastasaria) : “rappresentazione teatrale che espone fatti popolari e ridicoli, in lingua nazionale e improvvisata, le sue origini pare debbano essere ricondotte alla fine del Medioevo.



Acclamata da un più ampio pubblico e dalla critica sino al 1890, frequenta importanti teatri di prosa nelle più grandi città italiane recitando con le maggiori compagnie teatrali dell’epoca. Nel 1902 incontra a Bologna e sposa l’astro nascente Alfonso Cassini, che oltre ad essere marito prezioso e produttore capace, debutta nel grande schermo con la Latium Film di Roma nel 1914.

Alfonso Cassini


Giulia diventa da quel film in poi una diva del cinema muto realizzando una ventina di pellicole per film della Etna Film, della Cines e della Tiber. Curiosa e appassionata, inizierà col tempo a sperimentare anche dietro la macchina da presa, dirigendo cinque film tra cui il primo film dedicato a Leonardo da Vinci nel 1919. In quegli anni Giulia fu saltuariamente anche maestra d’asilo dei figli delle donne che studiavano presso le scuole di recitazione.

La Etna Film seconda casa Cinematografica nata a Catania


Con Elvira Notari furono le prime registe donne del cinema italiano, entrambe fondatrici di rispettate e pionieristiche scuole di recitazione cinematografica, Giulia ne diresse una nel 1916 a Firenze ed un’altra nel 1918 a Roma.

Elvira Notari


Dopo la prematura morte del marito nel 1921 e gli sconvolgimenti politici dell’epoca, la Rizzotto fu costretta ad abbandonare il cinema. Ostile al fascismo tanto nell’ideologia di base quanto sull’uso che faceva delle discipline artistiche moderne e di massa come il cinema, Giulia si trasferì in Argentina con la compagnia teatrale di Maria Melato e qui proseguì la sua attività di insegnante di recitazione per lunghi anni, riprendendo la scrittura di novelle che aveva interrotto qualche anno addietro. Morì a Buenos Aires nel 1943, vivendo i primi anni del nuovo cinema con entusiasmo e slancio, contribuendovi non poco alla partecipazione femminile.

Fonte: https://www.facebook.com/storie.di.Sicilia/

della stessa fonte:

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