Una Compagnia Aerea per mettere le ali alla Sicilia.

PERCHE’ IMPRENDITORI E OPERATORI ECONOMICI DELLA SICILIA DOVREBBERO SOSTENERE IL PROGETTO DI AEROLINEE SICILIANE E SOTTOSCRIVERNE LE AZIONI.

di Salvo Fanara

L’Italia negli ultimi trent’ anni ha svenduto ai privati la maggior parte degli asset strategici di proprietà del popolo che il mondo intero ci invidiava e fra essi, l’Alitalia, la Compagnia Aerea di Bandiera.


Penalizzati dalla marginalità della posizione geografica della nostra Isola e dall’assenza delle Istituzioni nel porre attenzione alle politiche dei trasporti riguardanti il traffico aereo da e per la Sicilia, un gruppo di lungimiranti cittadini ed imprese Siciliane, sostituendosi all’inefficienza dello Stato ed alla inconcludenza della classe politica Siciliana, mette in essere un Progetto di Azionariato Popolare per costruire uno degli asset strategici più ad alto potenziale di cui una comunità possa disporre: una Compagnia Aerea.


Non soltanto destinata ad esercitare il ruolo di vettore per il trasporto di persone e merci a prezzi calmierati, ma fortemente caratterizzata da una connotazione sociale e solidale. E non solo. Non secondaria sarebbe infatti la funzione di formidabile volano di sviluppo per l’economia dell’ Isola, con particolare riferimento alle ricadute sul turismo.
Un turismo poco sviluppato, che stenta a decollare e che incide sul PIL dell’Isola solo per il 4,4 %.


Ebbene, quali potrebbero essere le ricadute pratiche conseguenti ad un sistema di collegamenti aeroportuali tra la Sicilia e il resto del Mondo effettuati da una Compagnia Aerea di Bandiera, con prezzi calmierati ?
Innegabili sarebbero i benefici in termini di flussi turistici, in un territorio dotato di grandissime potenzialità legate, ad esempio, ai 1270 km di coste variegate, ad un insieme di parchi naturali e alla presenza in Sicilia del 10 % del patrimonio storico, artistico e culturale di tutto il pianeta.

Non è difficile prevedere, senza paura di essere smentiti, che l’economia dell’ Isola, oggetto di un significativo shock di offerta, possa essere indirizzata verso elevati livelli di crescita, mai verificatisi nella storia recente. Non è difficile prevedere che la attuale incidenza del turismo sul PIL, pari al 4,4%, possa subire, a regime, incrementi esponenziali tali da avvicinarsi o equiparare i valori, pari al 44 %, sviluppati dalla vicina Malta, che ricordiamo, è dotata di una propria Compagnia Aerea di Bandiera.


Così come, conseguentemente ad una crescita significativa dei flussi, positivo sarebbe l’impatto sulla estensione della stagione turistica, ferma da decenni a soli due mesi su dodici.
Questa analisi dovrebbe essere condivisa da imprenditori e operatori economici per risultare determinante sulle azioni da intraprendere per dare forza ed impulso a un settore che, avendo potenzialmente tutti i requisiti per diventare l’elemento trainante dell’economia dell’Isola, tuttavia stenta a decollare.


Non essendo ipotizzabile che le Istituzioni, sia Italiane che Siciliane, possano per i prossimi anni intervenire con provvedimenti che incidano sulle politiche dei trasporti relative al traffico aereo da e per la Sicilia, l’unica strada da percorrere rimane il FARE DA SOLI, sostenendo e sottoscrivendo le azioni di Aerolinee Siciliane, un Progetto ambizioso e fattibile che necessita del coraggio di tutti i Siciliani che vogliono diventare artefici del proprio futuro.

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