E alla fine il MES è servito!

di Massimo Costa

ENTRA IL MES, LA DITTATURA FA UN PASSO AVANTI

E alla fine il MES, dopo tanti falsi giri di valzer, passò.

Ora A tutti i grillini che hanno detto che era inaccettabile, non resterebbe che uscire dal gruppo, no?

E invece no, il regime stringe il suo cappio, complice la disinformazione di regime, come se nulla fosse.

Già, il “regime”, che stringe piano piano la morsa, e che perciò diventa sempre più visibile.

Li ricordate quei giochini sui cruciverba “unisci i punti”? Ecco, il regime attuale è così. Chi intravede il disegno è definito “complottista”, ma i puntini già disegnati diventano sempre più fitti ed evidenti, e solo con un gran lavaggio di cervello se ne può continuare a negare l’esistenza.

Continuiamo a negare, negare, negare….

Mentre ci stanno svuotando le tasche, negando un futuro, controllando pure quando andiamo in bagno, disintegrando ogni formazione sociale intermedia, che sia la solidarietà tra lavoratori, che viene meno con lo smart working, che sia una qualunque aggregazione, che diventa “assembramento”, che sia un’amicizia, da cui tenere il “distanziamento sociale”, che sia la famiglia, odiata istituzione patriarcale da distruggere in tutti i modi, che sia ogni tipo di comunità o tradizione nazionale o locale, tacciata di “esclusione” e di “odio”.

Alla fine resta l’individuo singolo, isolato, sottomesso, tracciato, schiavizzato, che non può chiedere solidarietà a nessuno, perché non conosce nessuno, se non il padrone grande fratello, educato all’odio e alla diffidenza verso il prossimo.

E il dissidente, per somma ingiuria, è definito “reazionario”, come se tutto ciò fosse definibile “progresso”.

Va bene, a questo punto lo prendo come un complimento.

Reazionario in fondo è solo colui che reagisce.

La vera reazione non è combattere frontalmente il sistema, come l’uomo solo di fronte al Carro armato di Tien an Men. Fare il martire serve a poco. La vera reazione, di cui il sistema ha terrore, è CAPIRE, e cercare di fare di capire ai propri simili in quale burrone ci stanno precipitando.

Ci costerà qualche amicizia. Quotidianamente ne perdo qualcuno, tra i radical-chic riformattati, che credono oltre ogni ragione a qualunque narrazione di regime, ma anche tra le cattive persone, i veri reazionari, che ogni tanto escono dalle fogne e pensano che siamo dei loro. No, non siamo dei loro. Fascisti, razzisti veri, sostenitori delle dittature di ogni tipo, nostalgici di vari regimi passati, non sono benvenuti e li caccio dalle amicizie a pedate: io sono un libertario, democratico e, in un certo senso, anche un socialista vero.

Ma proprio per questo, nel mio piccolo, faccio resistenza.

Per chi vuole approfondire:

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