La Moneta Parallela che potrebbe ridare vita alla economia Siciliana

📜 Art. 41 – La Moneta Parallela

Abbiamo visto nel precedente post come sia possibile per la Regione ottenere liquidità finanziaria facendo ricorso a prestiti bancari o tramite emissione di Titoli del Debito Pubblico.
Esiste però un’altra via estremamente vantaggiosa grazie alla quale poter fare prestiti interni, ovvero l’introduzione nel sistema economico regionale di una Moneta Parallela, così come proposto dal Prof. Massimo Costa, Ordinario presso la Facoltà Di Economia dell’Università degli Studi di Palermo.

Già adottata e diffusa in molti paesi dell’Unione Europea, la Moneta Parallela (o Complementare) altro non sarebbe che un Certificato di Credito Fiscale da far circolare insieme alla moneta ufficiale legalmente in uso: l’Euro.
La funzione principale di questi Certificati – emessi direttamente dalla Regione Siciliana tramite un suo istituto di credito, come l’IRFIS – sarebbe quello di strumento per il pagamento dei tributi locali.
I cittadini siciliani sarebbero tuttavia autorizzati a poter usare questi Certificati anche per i propri acquisti quotidiani, ottenendo così lo stesso effetto che si produrrebbe immettendo nuova moneta nel sistema economico locale.

Unico limite di questo strumento è l’impossibilità di scambiare tali Certificati con il corrispettivo importo in Euro, in quanto ciò violerebbe i Trattati Europei.
Tuttavia, la diffusa accettazione tra i Siciliani di tale sistema come Moneta ‘di fatto’ e la possibilità di utilizzare questi Certificati per il pagamento delle tasse locali rende la Moneta Parallela una soluzione ragionevole per il superamento della crisi da carenza di liquidità di cui la nostra isola è vittima già da parecchi anni.
Grazie ad essa, inoltre, la Regione sarebbe sempre o quasi in pareggio, e non avrebbe bisogno di contrarre debiti o aumentare a dismisura le tasse, né tantomeno tagliare i servizi pubblici.

Tale strumento funzionerebbe solo in presenza di un elevato numero di disoccupati (che in Sicilia non mancano, soprattutto in questo periodo…) e infatti andrebbe usato proprio per stimolare l’aumento dell’occupazione.
Una volta raggiunto questo obiettivo, però, la Regione dovrebbe interrompere l’emissione dei Certificati e rimborsare a poco a poco i debiti contratti, o quantomeno non farli crescere per evitare di produrre un aumento dei prezzi, che si tradurrebbe in un incremento dell’inflazione.

Ovviamente, questa Moneta potrebbe circolare solo sul territorio siciliano, ma è proprio tale limite a rappresentare il suo principale punto di forza per la nostra economia, in quanto ciò produrrebbe una serie di benefici:

  • prezzi più bassi per i beni prodotti in Sicilia;
  • maggior consumo da parte dei Siciliani di prodotti locali (la cosiddetta “filiera corta” o “km 0”);
  • redditi più alti per i produttori locali (agricoltori, artigiani, industriali, etc…) senza violare la normativa europea sulla concorrenza;
  • minor tasso di disoccupazione.

A conti fatti, sono molteplici le ricadute positive che l’introduzione di una Moneta Parallela porterebbe nelle vite dei Siciliani; non rimane dunque che farne prendere atto anche alla classe politica che attualmente governa la nostra isola…

Tratto dalla pagina Facebook Lu Statutu: https://m.facebook.com/LuStatutu/

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