PER LA SCUOLA IN SICILIA NON C’È SOSTEGNO

LA SITUAZIONE DELLE ASSUNZIONI SUL SOSTEGNO NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO IN SICILIA.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una relazione inviataci da un docente sulla situazione della scuola ad oggi con particolare riferimento alle diseguaglianze fra ciò che accade al Nord e ciò che accade al Sud ed in particolare in Sicilia.

La scuola dovrebbe essere l’incubatore della forza e della fortuna di un Paese ed andrebbe sostenuto con ogni mezzo.

Ogni cittadino dovrebbe essere sensibile al tema e conoscere un comparto essenziale e cruciale per il futuro dei nostri figli e del Paese in genere.

di Eugenio Scarcella

Nella scuola statale italiana, il Personale docente si ripartisce nel seguente modo:

1- DOCENTI DI RUOLO: sono tutti i docenti che sono assunti a tempo indeterminato, hanno ottenuto il tanto agognato “posto fisso” nella scuola o dopo il superamento di un concorso o grazie al mero scorrimento della graduatoria ad esaurimento in cui erano inseriti grazie al possesso di un Titolo abilitante, la moglie di Renzi, la ministra Azzolina e l’ex ministro Bussetti appartengono a questa seconda sotto-categoria, questi 3 soggetti hanno ottenuto la stabilizzazione grazie ad un provvedimento statale che li ha assunti in blocco per scorrimento e senza sottoporsi a nessuna selezione concorsuale.

2- DOCENTI DI PRIMA FASCIA: sono tutti i docenti inseriti in una graduatoria ad esaurimento non ancora stabilizzati, sono ormai pochi, poiché Renzi nel 2015 li ha assunti quasi tutti insieme alla moglie, (solo che Agnese Renzi è stata stabilizzata a Firenze, gli altri a migliaia di Km da casa). Hanno dei contratti di lavoro che vanno dall’inizio delle lezioni a settembre fino al 30 giugno successivo.

3- DOCENTI DI SECONDA FASCIA: sono tutti i docenti che possiedono un titolo che li abilita all’insegnamento, questo titolo abilitante, nella maggior parte dei casi, lo hanno ottenuto grazie al superamento di prove concorsuali selettive, cioè chi studia lo passa chi no viene bocciato. Alcuni docenti hanno ottenuto detto titolo abilitante per il solo fatto di aver insegnato per tre anni, quindi senza un vero e proprio sacrificio di studio. Hanno dei contratti di lavoro che vanno dall’inizio delle lezioni a settembre fino al 30 giugno successivo. Sono molto numerosi al Sud e in Sicilia, ma lavorano o hanno lavorato nelle regioni del nord, soprattutto Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Friuli. Alcuni di loro (me compreso) hanno conseguito la Specializzazione sul Sostegno didattico agli Alunni diversabili.

4- DOCENTI DI TERZA FASCIA: sono tutti i docenti che insegnano nella scuola pubblica grazie ad un mero titolo di studio come una laurea o un diploma, non hanno nessun titolo abilitante all’insegnamento e lavorano grazie al fatto che in Italia esistono centinaia di migliaia di cattedre vacanti che lo Stato non sa a chi dare poiché è da sempre restio a spendere nella scuola. Hanno dei contratti di lavoro che vanno dall’inizio delle lezioni a settembre fino al 30 giugno successivo o anche per brevi periodi, tipo supplenze per malattie o altro. Negli ultimi anni, costoro sono diventati numerosissimi al nord, poiché i settentrionali stanno rivalutando i posti statali.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

I docenti precari, dal punto di vista del trattamento retributivo, delle ferie, della malattia ecc…hanno meno diritti sindacali rispetto a chi è di ruolo a tempo indeterminato.

Breve excursus temporale

Nel settembre 2011, il governo Berlusconi, con la Gelmini al Miur, emanò un decreto ministeriale col quale istituiva i TFA (Tirocinio Formativo Attivo) che, dopo 4 anni di fermo, costituivano l’unico canale possibile per ottenere l’abilitazione di Stato alla Professione di Insegnante nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Vennero banditi TFA per tutte le discipline che si insegnano alle medie e alle superiori, sono quasi un centinaio, dal latino alla chimica, dalla ragioneria alla storia, dal diritto alla filosofia, alle lingue straniere, dall’italiano alla matematica all’educazione fisica…ecc.. insomma, tutte le discipline previste dai curricoli dei vari indirizzi delle scuole italiane.

Nell’estate del 2012 iniziarono le prove concorsuali selettive per accedere al corso dal quale si sarebbe usciti abilitati alla professione di Docenti di scuola secondaria, naturalmente ognuno sceglieva la materia in base alla propria laurea.

Per accedere ai TFA era necessario superare tre prove concorsuali:

– un quiz a risposta multipla (con 5 opzioni) in cui bisognava fare giuste almeno il 70% delle domande poste, i quiz riguardavano la disciplina e ve ne erano anche di logica e comprensione del testo. Questa prova era direttamente redatta dal ministero e si svolgeva su base nazionale;

– chi lo superava doveva sostenere una prova scritta consistente su 5 argomenti della disciplina scelti dalla commissione giudicatrice; si superava con almeno 21/30

– alla fine c’era una prova orale che si superava con almeno 21/30.

Essendo io laureato in Giurisprudenza, partecipai per la materia Scienze giuridico-economiche presso i corsi TFA organizzati dall’Università di Messina, eravamo in 350 candidati per 20 posti, io riuscii a superare con grande sacrificio tutte le prove e mi posizionai 19esimo.

Per iscriversi al corso, si doveva pagare all’università una tassa pari a euro 2600,00.

I corsi duravano un anno, erano tenuti dalle università, si dovevano superare degli esami di didattica, pedagogia e sulla materia, poi c’era un esame finale con discussione tesi che abilitava alla professione di insegnate.

Ricordo che ottenni l’abilitazione a fine luglio 2013.

A formare gli insegnati ci pensano ovviamente le università tramite il loro personale docente e i loro mezzi, sono loro a conferire il titolo abilitante. Gli atenei settentrionali non hanno mai dato grande importanza a queste abilitazioni a pagamento, mentre quelli del Sud e della Sicilia, che subiscono la fuga dei giovani studenti verso le università del nord con conseguente mancanza di risorse e utenti, hanno sempre colto la palla al balzo, sfornando una buona quantità di docenti abilitati, come già accennato il titolo abilitante per materia o per sostegno ha un costo che si aggira tra i 2500 e i 4000 euro.

Questa buona quantità di docenti non riesce a coprire i posti vacanti presenti nella scuola pubblica. Dopo aver ottenuto questa abilitazione, io insegnai qualche anno, in un istituto tecnico commerciale privato di Messina, per fare un po’ di punteggio, dopo qualche anno ricevetti convocazione da un istituto professionale alberghiero di Belluno e mi trasferii per 3 anni in Veneto.

Dopo due tentativi andati a vuoto, nel 2017, superai (con altri 80 colleghi di tutta la Sicilia e sud- Calabria) presso l’Ateneo di Messina le 3 prove concorsuali per accedere al corso di specializzazione sul Sostegno didattico agli Alunni con disabilità. E’ una cosa che mi piace molto fare e che mi ha consentito di tornare in Sicilia. Dopo un anno di corso e lo sborso di euro 3700,00, mi specializzai anche sul Sostegno e tornai in Sicilia.

Nel 2017, il governo Gentiloni bandì un concorso per stabilizzare a tempo indeterminato tutti i Docenti precari abilitati e specializzati come me, il concorso era su base regionale ed io vi partecipai per Diritto e per Sostegno scegliendo ovviamente la Sicilia.

Siccome i candidati erano già stati ampiamente sottoposti a prove selettive nei percorsi di cui sopra ho specificato, questo concorso consisteva in una prova orale. Io superai sia quello di Sostegno che quello di Diritto ed Economia.

Adesso concentriamoci sul concorso in Sicilia di Sostegno nella scuola secondaria di secondo grado definito col codice ADSS.

A questo concorso vi erano circa 1170 iscritti, gli esami orali si tennero, per tutta la Sicilia in un’unica sede a Barcellona Pozzo di Gotto, iniziarono ai primi di settembre 2018 e finirono 3 mesi dopo.

Alla fine, tra coloro che superarono il concorso ci furono ben 647 Docenti, tutti abilitati per la loro materia e tutti specializzati sul sostegno, tutti in attesa di ottenere il tanto sospirato ruolo nella scuola statale in Sicilia. Nella Nostra Isola, per ADSS, vi sono circa 1500 cattedre libere di Sostegno, quindi tutti noi nutrivamo buone speranze di passare a tempo indeterminato in Sicilia nel giro di pochissimi anni, al massimo 3.

Lo scorso luglio 2019 uscirono i posti disponibili da dare alle assunzioni a tempo indeterminato, ricordo i numeri delle seguenti regioni:

– Lombardia : 500 posti circa;

– Veneto: 250 posti;

– Sicilia: 36 posti!

Ora capisco la Lombardia, che ha il doppio della popolazione siciliana, ma Veneto e Sicilia, che hanno popolazione scolastica simile palesano una grave disparità di assunzioni a danno della Sicilia. Io persi subito la speranza di entrare a T.I. in breve tempo, essendo tra i primi 150 in graduatoria, ma molti colleghi sotto di me, a questo ritmo di assunzioni passeranno di ruolo tra almeno 20 anni o forse più.

Veneto e Lombardia, smaltirono, nel giro di un anno tutti i docenti vincitori nella graduatoria!!! Ma all’epoca la MIUR c’era Bussetti.

La signorina Azzolina, allora cominciò a lanciare strali contro il ministro leghista e assieme ad un’altra deputata grillina calabrese di nome Bianca Laura Granato cominciarono a prometterci che dovevamo essere assunti al più presto per garantire agli Alunni disabili dei Docenti di sostegno che li seguissero per tutto il percorso quinquennale della scuola superiore, senza la solita tiritera di cambiarli ogni anno con ovvio pregiudizio sulle delicate condizioni di questi ragazzi speciali.

Tra aprile e maggio 2020 vengono banditi nuovi concorsi indirizzati alle migliaia di docenti precari presenti nella terza fascia (vedi sopra) costoro chiedono di essere assunti nella scuola statale a tempo indeterminato senza fare concorso alcuno, cioè senza fare selezioni, todos Caballeros e basta. Ovviamente, guardando ai numeri si scopre che costoro sono tutti settentrionali che cominciano ad accarezzare l’idea di entrare nei ruoli della scuola abbandonando le tradizionali attività libero- professionali tipicamente padane, o sono meridionali che sono scappati dal sud da anni e vivono ormai stabilmente al nord. Un tempo (quando i docenti erano quasi tutti meridionali) le loro richieste sarebbero state rifiutate dallo stato, ma adesso che a chiederlo sono per la stragrande maggioranza docenti residenti al nord, tutta la politica sta spingendo per assumerli e si è creato un asse tra Leganord e sindacati, a cui si uniscono pure il PD e FDI.

Ma come mai le assunzioni stabili si fanno per la stragrande maggioranza sempre al nord, mentre in Sicilia col contagocce? Perché al nord si assumono tutti mentre in Sicilia le graduatorie non si smaltiscono mai?

Cerco di dare una risposta: primo perché al nord nascono più bambini ci sono più scuole e quindi più posti, secondo perché, una quindicina di anni addietro, ai tempi di Berlusconi e della Moratti, il Ministero dell’Istruzione elaborò dei coefficienti per le assunzioni che ci dicono che al nord gli indici sono alti mentre in Sicilia sono bassi perché lo Stato italiano la considera come una Regione dove non è conveniente investire sull’istruzione, anche se ci sono posti liberi da coprire con assunzioni a T.I..

Il Consiglio di Stato ed il TAR Lazio hanno recentemente emanato sentenze che obbligano lo stato ad aumentare gli organici per il Sostegno, e questo per ridurre la grande dispersione scolastica di quei ragazzi che sono più fragili, e questo è stato fatto al centro nord, al sud e Sicilia niente!

Noi Docenti siciliani in graduatoria del concorso 2018, abbiamo scritto migliaia di lettere e messaggi alla Azzolina e a parlamentari del M5S e di altri partiti, ma hanno risposto con le solite frasi di circostanza lasciando disattese tutte le nostre richieste, come ad esempio aumentare gli organici in Sicilia.

Pensano tutti alla Lombardia, alla quale si devono fornire i migliori docenti per risollevarla dalla recente pandemia. Con una recente ordinanza la 3362/2020 il Consiglio di Sato ha chiesto al Ministero dell’Istruzione come sta procedendo nell’aumento degli organici, già conosco la risposta: li sta aumentando nelle regioni padane.

L’unica risposta che ci hanno data è stata questa: hanno messo a punto il sistema della CALL VELOCE, consiste in questo: nella tua regione (del sud) le graduatorie per le assunzioni scorrono lentamente? Bene, fai domanda per spostarti in una graduatoria di altra regione (ovviamente del nord) ove scorrono più veloci, ma entri in coda agli altri e se vieni assunto per 5 anni non puoi chiedere trasferimento.

Il concorso di cui si è parlato nelle ultime settimane, prevede la stragrande maggioranza dei posti messi a concorso al nord (e da un lato è buono dato che in Sicilia ci sono le graduatorie intasate) chi lo supera non potrà chiedere trasferimento per 5 anni, è perfettamente cucito sulle esigenze dei candidati che vivono al nord, allo stesso tempo lo stato è estremamente avaro ad assumere sui posti vacanti del sud, lasciandoli tali e lasciando precari a vita i docenti meridionali che dopo anni e anni di studio e di sacrifici (tipo spostarsi per anni al nord) rimangono precari a vita, l’esempio più calzante è costituito dalle scarsissime assunzioni sul sostegno in Sicilia nonostante la presenza di posti vacanti che consentirebbero di assumere tutti. In tal modo i precari sono maggiormente ricattabili in caso di elezioni.

Morale della favola: se sei un docente precario del nord, l’Italia fa di tutto per stabilizzarti (al nord) se sei un docente precario del sud lo Stato ti lascia tale a meno che tu non decida di trasferirti per sempre al nord!

Questa è l’attenzione che il partito unico del nord riserva al Sud e soprattutto alla Sicilia e i sindacati si incanalano nella stessa scuola di pensiero.

Concludo riferendo che la stessa situazione delle mancate assunzioni di docenti di sostegno presente in Sicilia la si ritrova in Puglia e Campania.