Pio La Torre ucciso perché sognava una Sicilia per i Siciliani.

Oggi è l’anniversario della morte di un Siciliano che aveva a cuore le sorti della Sicilia e del Popolo Siciliano.
Un uomo la cui morte è da attribuire alla sua lotta alla mafia centralista, alla volontà precisa di piegare gli interessi siciliani e dei siciliani ad interessi esterni alla Sicilia.
La mafia il braccio armato di un potere che vuole la Sicilia oppressa da interessi esterni all’isola con la compiacenza e complicità della classe dirigente autoctona.
Lo stesso braccio che ha colpito lo stesso obiettivo politico rappresentato da Piersanti Mattarella.


Chi difende e lotta per gli interessi siciliani ha stessa vita e stessa morte in Sicilia, per stessa mano e stessa volontà centralista.
Solo una Sicilia Libera potrà trovare in se stessa le forze per liberarsi dal giogo che la tiene povera e terra marginale.
La ricchezza e la centralità strategica della Sicilia sono le cause prime della marginalizzazione siciliana. Invito, in questi giorni di RIFLESSIONE, a leggere l’articolo scritto da Pio La Torre e percepirne l’attualità. Sembra incredibile come la descrizione del momento che viveva la Sicilia in quegli anni risulti sovrapponibile al momento attuale e come lo scenario globale che stiamo vivendo, conseguentemente all’epidemia Coronavirus, sia lo stesso scenario di sottofondo di allora.


Non ci sono migliori parole che le sue per ricordarlo. Invito tutti a rileggere l’articolo che scrisse Pio La Torre e che trovate nel link http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/rassegna_stampa/PIO_LA_TORRE/SCRITTI/L%27AUTONOMIA/1965_02_27.pdf

“E’ da respingere come semplicistica e sbagliata la conclusione che i mali di cui soffre la Sicilia derivano dall’Autonomia regionale. E’ nostra ferma convinzione, al contrario, che questi mali derivano dalle limitazioni che all’Autonomia sono state imposte dai gruppi dirigenti nazionali economici e politici e dal modo come questi gruppi hanno inteso servirsi dell’Autonomia siciliana come di una appendice periferica anche amministrativa del loro dominio personale”.

“Mancanza, dunque, non eccesso di Autonomia. L’indubbia responsabilità dei gruppi dominanti siciliani economici e politici è una responsabilità derivata e secondaria rispetto a quella principale nazionale”.

“… l’unica strada reale di sblocco è quella della costruzione di un nuovo schieramento su una linea di difesa e di sviluppo dell’Autonomia intorno alla quale si coagulino tutte quelle forze sociali e politiche interessate a contestare il processo di deterioramento delle nostre istituzioni.
Si determini a tutti i livelli, dalle fabbriche, alle miniere, alle campagne, dai Consigli comunali al Parlamento regionale e al Parlamento nazionale, una mobilitazione unitaria di tutte le forze che sono disposte a battersi contro il disegno antimeridionalista e autoritario che il grande capitale monopolistico sta portando avanti.
E perchè l’Autonomia siciliana possa caratterizzarsi, oggi, come strumento valido per una linea alternativa, elaborando e attuando un Piano di sviluppo economico, di riforme sociali e di rinnovamento democratico, che valorizzando tutte le risorse umane e materiali dell’Isola, dia fiducia e sicurezza nell’avvenire a tutto il popolo siciliano.”

Pio La Torre (30 Aprile 1982- 30 Aprile 2020)

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