Acqua potabile o non potabile a Palermo? Il Codacons informa!

PALERMO, 7 MARZO 2020

CODACONS: CASO ACQUA A PALERMO E ALLARME RIENTRATO. CONSUMATORI CONFUSI. SUBITO GLI ESITI DEI CONTROLLI INTERNI ED ESTERNI.

L’avviso d’inidoneità al consumo umano delle acque distribuite tramite i serbatoi Petrazzi alto e Petrazzi basso pubblicato da AMAP S.p.A. e l’ordinanza del sindaco che ieri ne ha inibito l’uso, hanno destato preoccupazione sia perché la distribuzione dell’acqua giudicata non potabile avrebbe riguardato un’area piuttosto estesa della città e ad alta densità demografica, sia perché i consumatori sarebbero stati informati a distanza di dieci giorni dal momento in cui l’ASP ha eseguito il prelievo dei campioni dalla rete idrica. La successiva ordinanza sindacale comunicata nella tarda serata, con la quale è stata revocata la precedente ordinanza per confermare la potabilità dell’acqua, per quanto rassicurante, ha comunque ingenerato confusione nei tanti consumatori che da sempre bevono l’acqua che scorre dai loro rubinetti.
L’alternanza in poche ore di notizie discordanti ha provocato incertezza riguardo a informazioni che, invece, devono esser date in modo chiaro e univoco.
Al di là della falla comunicativa con cui prima si allarma la popolazione e poi la si rasserena – specchio, quasi, di come sul piano nazionale sia gestita la comunicazione dell’emergenza sanitaria in atto -, si pone il problema degli esiti delle analisi chimiche che, comunque, il 28 febbraio avrebbero spinto l’ASP a chiedere l’adozione di provvedimenti cautelativi per salvaguardare la salute pubblica dall’uso di acqua, i cui parametri di potabilità, secondo la stessa azienda sanitaria, non sarebbero stati rispondenti ai requisiti di conformità previsti dalla legge.
In questo modo e in assenza di una smentita, gli utenti della città di Palermo non sono stati messi nelle condizioni di comprendere se si è verificato un pregresso inquinamento delle acque o meno; di conseguenza, qualora nei giorni addietro sia stato riscontrato lo sforamento dei parametri di potabilità, è opportuno chiarire le cause, il tempo di esposizione al rischio e il numero di probabilità che una situazione analoga si ripeta.
Ciascun utente ha tutto il diritto di sentirsi sicuro nel consumare l’acqua erogata e per questa ragione chiederemo che siano forniti gli esiti dei controlli interni ed esterni che sono stati effettuati per la verifica della qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
Dal punto di vista economico, poi, non si trascuri che in caso di conclamato disservizio nell’erogazione di acqua impropriamente erogata, la giurisprudenza ha stabilito che l’utente possa aver diritto a una riduzione del canone, oltreché al risarcimento per gli eventuali danni subìti. È evidente, infatti, che se l’acqua non è fruibile per uso umano viene meno una delle voci indicate in bolletta, come quella che riguarda il canone di depurazione.