“Riflessioni Globali”

di Rossella Mannone

Riflessioni leggendo un articolo di360ECONEWS , di Marco Lo Dico
https://360econews.wordpress.com/2018/09/10/globalizzazione-o-cannibalizzazione/

“Mai come oggi i territori devono assumersi la responsabilità di autogestirsi.

L’idea di una globalizzazione che veda tutto “omogeneizzarsi” non ha funzionato, non può funzionare e non funzionerà.”

“Si prepara una società di “TransUmanti” anzi di “TransUmani”….uomini senza terra, senza patria e senza radici…La nostra forma di resistenza sarà quella di vincere questo paradigma…”

“Ricostruiamo il senso di FAMIGLIA, DI COMUNITÀ …..ricostruiamo la nostra IDENTITÀ! … Riprendiamoci la nostra libertà a partire dalla terra in cui viviamo.”

RIPRENDERCI LA NOSTRA LIBERTÀ A PARTIRE DALLA TERRA IN CUI VIVIAMO, significa farsi intanto la seguente domanda fondamentale, alla quale si giunge attraverso un percorso individuale di RICOSTRUZIONE DELL’ IDENTITÀ PERSONALE.

La domanda è:

CHI SONO IO?

La risposta è:

“OGNI IDENTITA’ ESISTE NELLA RELAZIONE ”
(Glissand)

   La risposta arriva dall’ESTERNO e significa che io non posso conquistare la mia identità da solo, ma attraverso la RELAZIONE con la mia COMUNITA’ MORALE E CULTURALE IDENTIFICANTE, la quale si è collocata in un LUOGO delle Origini da cui, attraverso un processo storico molto molto lungo, è scaturita l’Entità Comunitaria e Territoriale alla quale appartengo.

    Il senso della mia IDENTITÀ me lo dà, quindi, la mia COMUNITÀ IDENTIFICANTE, la quale è un’entità Morale, Culturale, ma anche Territoriale.

Il LUOGO delle Origini è lo spazio UTOPICO, IDEALE nel quale l’ immaginario collettivo di una Comunità o di un Popolo, nel momento in cui si è riconosciuto come tale, crea UN’ ESTENSIONE dove tutte le vocazioni individuali potranno trovare uno SPAZIO, un’ OPPORTUNITA’ FAVOREVOLE per potersi realizzare.

  Oggi purtroppo i nostri Luoghi- Territori sono diventati sterili e improduttivi, resi tali dalla brutalità della politica regionale, nazionale, sovranazionale.

A questo punto al trinomio IDENTITA’- COMUNITA’ – LUOGO diventa necessario aggiungere la dimensione della LIBERTA’.

RIPRENDERCI LA NOSTRA LIBERTÀ A PARTIRE DALLA TERRA IN CUI VIVIAMO presuppone necessariamente anche la conquista della libertà politica da parte dei territori, la quale deve avvenire sicuramente in senso CONTRARIO rispetto a quello di GLOBALIZZAZIONE – CANNIBALIZZAZIONE.

E’ chiaro che ci vuole “un’ ALTRA MENTE” che pensi diversamente, che sia capace di sostenere il PENSIERO PIÙ GREVE DI TUTTI, cioè quello del CAOS-MONDO, espressione sconvolgente della MOLTEPLICITÀ, in cui compaiono tutti i Popoli e le Lingue della Terra.

RIPRENDERCI LA NOSTRA LIBERTÀ A PARTIRE DALLA TERRA IN CUI VIVIAMO nel contesto TUTTO-MONDO significa, divenire, pertanto, un POPOLO IN RIVOLTA, dove per rivolta non si deve intendere necessariamente fare una rivoluzione, ma divenire dei DIS- SIDENTI, mettendoci cioè in una posizione in cui si è SEDUTI SEPARATI, distanti da ciò che non ci è proprio, che non ci appartiene o che ci viene coercitivamente imposto.
La distanza serve anche a farci osservare bene le affinità, ma anche le differenze e le opacità per le quali diveniamo gli Altri per quelli che ci guardano, rivendicando, pertanto, il diritto di essere DIVERSI, il diritto alla nostra OPACITÀ.

RIPRENDERCI LA NOSTRA LIBERTÀ A PARTIRE DALLA TERRA IN CUI VIVIAMO, rispetto al contesto politico- istituzionale in cui il nostro territorio si trova inglobato, significa, infine, capire quale sia la formula che consenta maggiore libertà politica ai Luoghi- Territori in rapporto al contesto Regionale, Nazionale, Sovranazionale.

Diverse, quindi, le dimensioni del cambiamento da affrontare per DIVENIRE LIBERI a partire dalla TERRA in cui viviamo: individuale(identità personale), identitario ( diritto ad essere diversi, rispetto agli altri Popoli) e politico-istituzionale ( divenire singole ENTITA’ TERRITORIALI LIBERE che coesistono e dialogano insieme ad altre ).