La Sicilia per l’Italia è “sprecata”

di Alessandro Alfonso Nobile

   La Sicilia è la Regione degli sprechi! Riflettendoci bene Giletti ha ragione! Per comprenderlo bisogna fare preliminarmente un confronto con lo Stato italiano: l’Italia ha un debito pubblico di circa 2.300 miliardi di euro a fronte di un PIL di circa 1.600 miliardi di euro che, con una tassazione media superiore al 50%, genera un gettito fiscale di circa 800 miliardi di euro, con cui paga tutte le sue spese (inclusi gli interessi sul debito); la Sicilia ha un debito di 13 miliardi di euro (fonte il Sole24Ore) a fronte di un PIL di circa 86 miliardi di euro (fonte Wikipedia-Eurostat del 2018) che, con la stessa tassazione media italiana del 50% (visto che lo Stato italiano nega alla Sicilia la fiscalità di vantaggio, prevista dall’art. 36 dello Statuto siciliano, che però concede ad altri territori come Trentino e Sud Tirolo), genera un gettito fiscale di circa 43 miliardi di euro. Fin qui le entrate previste dalla Costituzione italiana (sulle quali torneremo dopo aver analizzato le uscite).

    E come sono spesi questi 43 miliardi di euro? Il bilancio della Regione Siciliana è di circa 23,5 miliardi di euro (fonte Regione Siciliana, cui vanno aggiunti circa 2,5 miliardi di euro di compartecipazione “reale” dello Stato alla spesa sanitaria e le spese dei settori Giustizia, Polizia, Università e poco altro, quantificabili in tutto in non più di 1 miliardo di euro): in tutto siamo a 27 miliardi (dati 2018) contro i 43 miliardi di tasse pagate dai siciliani. Ben 16 miliardi di euro, altri studi parlano di 10 miliardi molto prudenziali di tasse versate dai siciliani che non vengono spese nella “cosa pubblica” siciliana.

    Dove finiscono questi sprechi? Per capirlo dobbiamo “seguire i soldi” (avrebbe detto Giovanni Falcone): la Regione Siciliana, ai sensi degli artt. 36 e 37, è titolare di questo gettito, ma, non avendo una propria Agenzia Regionale delle Entrate, delega allo Stato il compito di raccogliere le tasse; lo Stato, successivamente, calcola (senza rendere esplicito il modus operandi) quanto versare alla Regione Siciliana… E le versa quei famosi 23,5 miliardi di euro! Ora si capisce dove vanno a finire i soldi restanti! LO SPRECO! Finiscono nelle tasse dello Stato Italiano! Bisogna dire BASTA agli sprechi della Regione Siciliana (e spero che l’onorabile Giletti si intesti questa battaglia contro lo sperpero di denaro pubblico, che in Sicilia, come dimostrato, non ha eguali altrove!!!). Giletti, che è “persona seria”, farà una operazione verità su questa faccenda incresciosa e chiederà pubblicamente al Presidente Musumeci di istituire l’Agenzia Regionale delle Entrate (sul modello di quella sarda)? Chissà!

    Il Fatto Quotidiano, che è un giornale stimabile, farà un’inchiesta su questi sprechi? Milena Gabanelli, Report o Presa Diretta solleveranno il velo su questa vergogna nazionale? Gli indizi, per la verità, già ci sono. Dovete sapere che nel 2014 (Governo Crocetta in Sicilia e Governo Renzi a Roma) vennero al pettine i primi nodi: a seguito di alcuni ricorsi davanti alla Corte Costituzionale si riconosce che lo Stato sottrae il gettito di alcune tasse alla Sicilia per circa 5 miliardi all’anno (i ricorsi erano circoscritti ad alcune tasse) e subito Crocetta e Renzi fanno un accordo che congela quelle sentenze per tre anni, in cambio della possibilità di sforare il “patto di stabilità” (incostituzionale) per 500 milioni di euro (ovvero regaliamo 5 miliardi di euro nostri allo Stato Italiano che ce ne presta 0,5 a usura).

   Nel 2016 Crocetta e Renzi fanno un secondo accordo che rende eterno il precedente, ovvero si stabilisce di rinunciare per sempre a un terzo dell’IRPEF e a due terzi dell’IVA e (giusto perché ci piace fare gli splendidi) cancelliamo circa 5 miliardi di euro di crediti sempre allo Stato: tasse che tardava a versarci (ricordate il percorso delle tasse siciliane?). Vi rendete conto di quanti soldi sono stati sprecati fino ad ora? (non parlo volutamente dell’art. 38 perché, se applicassimo a pieno il 36 e il 37, avremmo comunque le risorse per farci le infrastrutture). Tutto questo spreco di risorse determina sottosviluppo economico e industriale e conseguente crisi finanziaria perenne, che causano un livello di disoccupazione elevatissimo (tra i più alti in Europa) e quindi emigrazione dei nostri giovani. Credo che sia ora di dire basta a questi sprechi insostenibili. È ora di iniziare a prenderne coscienza!