La bufala del MES o le bufale sul MES?

di Massimo Costa

MES: quattro cosucce in chiaro.
1) Il trattato MES non fa parte dei trattati UE. Si può stare in Europa senza firmarlo. E’ un trattato aggiuntivo che l’Italia vuole firmare “volontariamente”, o meglio perché i “partner europei” danno “un consiglio che non si può rifiutare”.

2) Il trattato MES è una follia: serve a farci prestare soldi, se siamo in “difficoltà” da un ente europeo che questi soldi se li fa dare da noi a suon di tasse e tagli. Cioè noi versiamo i soldi nel fondo che poi ce li dovrebbe prestare. E su questo non aggiungo altro, solo per non tediare, ma di fatto è una svendita dello Stato utile solo alle banche tedesche.

3) Il trattato MES c’è già. Lo ha siglato l’Italia ai tempi del compianto Monti. Questo è il MES 2, che è peggiore ancora del primo.

4) Il trattato MES 1 fu votato dal PD e da Berlusconi, Il MES 2 dovrebbe essere votato dai 5 Stelle e dal PD. Quando c’è da svendere l’Italia potete stare certi che il PD (quello stesso partito che sostengono le sardine) c’è sempre in mezzo. Gli altri soggetti variano.

5) Il trattato MES 1 doveva essere abolito secondo il programma dei 5 Stelle. Ora sono pronti a votare quello 2, peggiore, e solo a furor di popolo lo hanno rinviato.

6) I PADRONI europei non tollerano rinegoziazioni né rinvii. L’unica soluzione che ha Conte è la prova di forza: dire che tutto ciò che è vero non è vero, complice la stampa prona allo straniero e ai “mercati”. E il 5 Stelle si calerà. Come sempre. Magari con un qualche finto cambiamento.

7) Quando entrerà in vigore il MES 2, non discusso MAI in Parlamento, il Parlamento può anche chiudere bottega. Non servirà più a niente.

La democrazia un lontano ricordo. Chi dissentirà, sarà prima assimilato d’ufficio all’opposizione di destra, anche se fosse comunista, e poi anche l’opposizione di destra sarà intimidita, comprata (non ci vuole molto), infiltrata e, per chi si opporrà, messa al bando.
Questi sono i fatti. Le chiacchiere poi abbondano…
Andiamo proprio bene, andiamo.

LA BUFALA CHE SONO BUFALE QUELLE SUL MES: SMONTIAMOLA

È partita la macchinetta del fango su chi legittimamente ritiene il MES 2 un accordo che va contro l’interesse nazionale.
Mi girano questo “pezzo” sul Sole 24 Ore, il giornale di Confindustria, scritto da un “analista finanziario”.


Il pezzo inizia con un po’ di sane “male parole”: pressapochismo, demagogia, cinismo…
Alle male parole non rispondo, perché in genere qualificano sempre più l’autore che il destinatario. Andiamo al merito.
L’autore dice che ci sono 5 “bufale”, pensate un po’, da smontare a una a una.

PRIMA “bufala”: Ne beneficia la Germania.

Secondo l’autore questa notizia sarebbe falsa perché la Germania e la Francia contribuiscono al fondo di dotazione con un versamento maggiore rispetto a quello dell’Italia.
E allora: il fatto che il versamento sia maggiore, essendo legato in parte al PIL, è una banale ovvietà. Ciò non significa che una parte del fondo, nell’ordine di 125 miliardi, non debba essere SCUCITA dall’Italia, la quale, non avendola, dovrà prenderla a prestito proprio dai famigerati “mercati”. Si dovrà quindi indebitare per poter beneficiare di aver prestati i propri stessi soldi. Questa è la sostanza, sostanza che non cambia affatto se in quel fondo ci sono anche soldi estorti ad altri paesi, e più grandi sono più sono i fondi messi, naturalmente… Peraltro, faccio umilmente notare, che l’argomento NON smentisce affatto che i beneficiari dell’aiuto possano essere in gran parte proprio le banche tedesche.

SECONDA “bufala”: non sarebbe vero che l’Italia non può accedere al fondo salva-stati perché è lontana dal 60% debito PIL.
Può, può, eccome se può….Sottovoce l’autore ricorda che, accedendo, deve accettare un “memorandum of understating”, che sì, potrebbe anche chiederci, ehm… qualche piccolo taglio, alla spesa, qualche tassa in più, ma… capirai, sono creditori e vogliono tutelarsi. E allora, a me non importa niente di ricorrere a questa falsa banca. E quindi la “bufala” non l’ho messa in giro io. Ma certamente, quando vi si ricorrerà, che lo si metta nero su bianco o no, la nostra finanza è indirettamente gestita da un curatore fallimentare che ci metterà il cappio al collo. DI fatto l’autore ce lo sta confermando.

TERZA “bufala”: Non è vero che l’Italia sarà stritolata dal MES quando chiederà aiuto. I tassi che ci chiederanno sono bassi, molto bassi.
E che c’entra? Chi si è lamentato dei tassi? Il punto è che, chiedendo aiuto, perdiamo la politica fiscale del tutto e la trasferiamo nelle mani di Bruxelles. È questo il guaio, non il tasso di interesse, che può anche essere basso. È che per avere questo tasso di interesse basso (ma ci sarebbero modi migliori per farlo) si prendono la nostra cassa e ne fanno quello che vogliono. Anzi, il problema è un altro, non detto dall’autore. Che nel MES si “ristruttura” il debito, cioè si taglia. Ma siccome la maggior parte del debito italiano è attivo delle banche italiane e dei risparmiatori italiani, si fanno fallire banche e risparmiatori italiani, per dar vita a un sistema destinato a sostenere il sistema bancario tedesco.

QUARTA “bufala”: non è vero che il MES serve a salvare la Deutche Bank.

Qui devo confessare ho fatto un po’ di fatica a capire: l’articolo è pieno, strapieno di sigle e di espressioni in inglese, in genere messe solo per fare confusione e “tecnicalizzare” la risposta. Ebbene, alla fine ho capito. Non è che sia una bufala… è vero che il MES fa il salvataggio delle banche tedesche, ma non è colpa loro se sono grandi, se sono “sistemiche”….. Ma come? Noi salviamo la Carige che è piccolina, e “loro” (coi nostri soldi, almeno in parte) non possono salvare la DB? Dai, che c’è di male? In pratica, leggendo attentamente, l’autore dà conferma del fatto che il sistema è pensato per salvare le banche tedesche.

QUINTA “bufala”: Non è vero che il MES è un organo tecnocratico non eletto, che non risponde a nessuno. C’è un board nominato dagli stati. L’Italia vi è rappresentata dal Ministro Gualtieri. Quindi…. non corriamo alcun rischio.
A questa sciocchezza neanche mi degno di rispondere.

In sintesi, queste le disperate difese dell’indifendibile. Ma ora non mi arrabbio se un “analista finanziario”, che forse per mestiere proviene dallo stesso mondo che trae vantaggio da questi meccanismi infernali, cerchi di sostenerli.
Trovo soltanto mortificante che l’organo degli industriali italiani si sia ridotto così, a difendere lo speculatore esterno anziché l’economia reale interna.
E quindi non abbiamo solo “falsi” sindacati dei lavoratori, ma anche dei datori di lavoro. Pure cinghie di trasmissione di altri interessi, non certo quelli dei loro iscritti.

Per chi vuole approfondire:

dello stesso autore:

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