Sicilia: le verità nascoste dalle bufale organizzate!

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Diventerà 100 volte più bella!

NOTIZIA È UN’EMERITA BUFALA

Tipheus: Anzi la spiego comunque, a beneficio di tutti. E’ lunga e, vista la location, pirandelliana. Secondo me è passata in sordina subito perché si è levata qualche voce che ha denunciato la bufala mediatica.
Premetto che non ho alcuna stima per Musumeci, come Micciché e tutte le cariatidi della vecchia politica siciliana che considero una sciagura. Non ho alcuna intenzione di fare difese d’ufficio di questi figuri, ma la verità è verità e va detta per quello che è.
Intanto il numero: è vero o no che la Regione ha 1400 dirigenti? La risposta è no. I dirigenti della P.A. in tutta Italia sono divisi in due fasce. In R.Siciliana i dirigenti di prima fascia, dopo gli ultimi pensionamenti, sono pari a ZERO. Non ci sono più dirigenti generali in Sicilia, su una 20na di dipartimenti che ne avrebbero bisogno.
Quelli di seconda fascia, similmente, si sono ridotti a 14, o giù di lì, su 200 posizioni disponibili.
E i 1400? Ebbene, in quei 1400 sono contati anche dei capi ufficio, una cosa “ibrida”, “superfunzionari” a metà tra i dirigenti e gli impiegati, un ruolo a esaurimento (all’origine nel 2001 erano circa 3000), che fu una porcata di Cuffaro del lontanissimo 2001 (l’anno del 61 a 0). Lombardo, già dieci anni fa, pose fine a questa anomalia siciliana (i dirigenti di 3a fascia non esistono altrove) ma lo fece nell’unico modo possibile nell’Italia dei diritti acquisiti: li pose a esaurimento. Da allora, con il normale turn over vanno solo a diminuire, e secondo proiezioni, tra cinque anni saranno ridotti a 100 o giù di lì perché l’età anagrafica è altissima.
Nel frattempo, però, dagli anni 90, la Regione non ha più fatto alcun concorso per dirigente. E come ha fatto man mano che quelli veri andavano via? Con incarichi a termine presi dal bacino della terza fascia. Cosa sbagliatissima: il dirigente di terza, dovendo al politico l’incarico temporaneo che lo pone in seconda o in prima, ne diventa lo zerbino, vanificando l’autonomia prevista da decine di leggi. La situazione è quindi ormai insostenibile e la quota 100 ha dato la mazzata definitiva. Peraltro questi ibridi sono per lo più agronomi, laddove la Regione ha bisogno per i ruoli dirigenziali soprattutto di economisti e giuristi.
In questo quadro Musumeci, di cui possiamo dire tutto il male del mondo, una cosa doveva pur farla. E qui sta la bufala mediatica come ora vi spiegherò. Poteva dire: ho bisogno di dirigenti “veri”, questi non lo sono, facciamo un concorso per 100 persone e riempiamo almeno la metà dei ruoli vacanti. Sarebbe stata la cosa giusta, ma la stampa italiana lo avrebbe aggredito, facendo finta al solito di non sapere che i 1400 sono dirigenti solo di nome; ma come? con 1400 dirigenti su 200 posti di ruolo fai concorsi per altri 100? Allo Spreco! Allo Spreco!
E invece ha fatto una cosa saggia: stabilizzare nel ruolo i più giovani tra questi e metterli come VERI dirigenti di seconda o prima fascia, nominandoli direttamente, senza concorso, e quindi SENZA IMMISSIONI ESTERNE DI NUOVO PERSONALE! Questo è ciò che è successo. Sta facendo avanzare alcuni dirigenti di 3a fascia, contribuendo ad accelerare la svuotata del sacco, speriamo i migliori, proprio per non assumere nuovo personale. Certo li pagherà un po’ in più (ma non più di quanto guadagnino gli omologhi colleghi in tutta Italia), ma non metterà nuove buste paga sul bilancio esangue della Regione.
La notizia quindi non c’è, o meglio è volutamente distorta, e non a caso nasce da un’inchiesta di un giornalista siciliano, Sabella, che è direttore di un giornale Live Sicilia sul quale preferisco non esprimermi…
Ma la vicenda, l’ennesimo linciaggio su pubblica piazza della Sicilia, meriterebbe una riflessione diversa.

C.B.: Ho capito la differenza gerarchica, ma ti chiedo: che stipendio e prebende hanno questi mini-dirigenti? Dai…che è quello il problema! Non è l’unica regione che concedeva di “adottare” un vecchio da accudire per andare in pensione?!?

Tipheus: Una via di mezzo: meno dei dirigenti e più dei funzionari. Uno scandaletto insomma, ma del 2001. Era Cuffaro, un eone fa. Ora si sta riassorbendo per merito di un provvedimento di Lombardo. La notizia non c’è.

Ora passiamo al lato storico-politico del tuo articolo.
Tu dici che quasi la metà dei Siciliani sono separatisti. E’ vero, ma solo nell’animo. Non c’è ancora alcuna forza politica che abbia indirizzato questo sentimento. Però, anziché stigmatizzare moralisticamente, chiediti perché. Sono tutti mafiosi? O, dal loro punto di vista, ne hanno le palle piene di un Paese che ha della loro terra i concetti che tu hai espresso con ottima sintesi nel tuo articolo?
Credo nella tua buona fede, altrimenti ti scriverei in altro modo, però ora ti racconto un’altra verità, alla quale tu, e naturalmente gli altri lettori di questo forum, non crederete, perché è semplicemente scomoda. Dovete però almeno leggerla, e rifletterci un po’ prima di replicare.
L’altra campana è che la Sicilia è una colonia sfruttata a sangue dall’Italia, altro che paese di Bengodi. Il deficit di 5 miliardi? Sai come è nato? Nell’agosto del 2015, l’assessore regionale all’Economia, nominato direttamente da Renzi, toscano, il signor Baccei da Firenze, con la scusa dell’introduzione della nuova legge sull’armonizzazione contabile nelle P.A. con un tratto di penna CANCELLA 6 MILIARDI DI CREDITI DELLA REGIONE VERSO LO STATO! Portando la Regione in dissesto e creando un disavanzo che i Siciliani pagheranno in trent’anni. Che cosa erano quei crediti della Regione verso lo Stato? Erano nient’altro che l’Irpef e l’Iva raccolte in Sicilia negli anni e indebitamente (e cialtronescamente) trattenute dallo Stato in spregio allo Statuto speciale. La Regione le aveva accertate, ma lo Stato se le era prese e spese da tempo. Non aveva e non ha intenzione di restituire il furto. Quindi l’assessore (in realtà il presidente, perché Crocetta era una marionetta) regala allo Stato 6 miliardi e la Sicilia va a gambe all’aria.
Lo sapevi questo? Credo proprio di no. Per questo dico che sei in buona fede.
Non voglio farla lunga, perché il libro nero della dominazione coloniale dell’Italia sulla Sicilia comincia nel 1816 e non finisce più.
Te ne dico solo un’altra. Secondo te questo debito siciliano chi lo paga? Tu? Su questo posso tranquillizzarti. Il bilancio della Regione è alimentato dai 2/3 dell’Irpef e 1/3 dell’IVA raccolti in Sicilia stessa. L’unico trasferimento statale sono circa 2 miliardi (il bilancio dello Stato è centinaia di miliardi) di aiutino per la sanità, ma quello è indipendente dal deficit o altro. Per contro lo Stato ha scavallato sulle magre spalle della Regione TUTTA LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Le uniche cose che lo Stato svolge in Sicilia sono gli apparati repressivi (esercito, polizia, magistratura) e gli stipendi dei professori (ma non il diritto allo studio e l’edilizia scolastica, sempre sulle spalle della Regione). Per tutto il resto la Sicilia deve fare da sola: dai parchi naturali, ai porti, dalle camere di commercio ai mitici forestali, dalla manutenzione stradale alle biblioteche e musei, dalla motorizzazione civile agli ispettori sul lavoro. Con quei due terzi di irpef e un terzo di iva la Sicilia ha le funzioni di uno stato. Anzi di una colonia, perché essendo pochissime le risorse tutta la P.A. è uno scatafascio, peggio di Porto Rico.
Persino agli enti locali lo Stato non pensa più: i Comuni, tranne poche centinaia di milioni di euro, sono tutti a carico della Regione, che passa loro un trasferimento di sopravvivenza, o della finanza locale (e infatti sono tutti in predissesto o dissesto), alle ex-province ZERO dallo Stato, ma lo Stato vuole dalle province 200 milioni l’anno circa di contributo al risanamento della finanza pubblica erariale. Allo stesso titolo la Regione versa allo Stato 1,3 miliardi (il secondo contributo in assoluto dopo la Lombardia, e pro-capite il quadruplo di quello che versano tutte le regioni a statuto ordinario).
In più lo Stato si tiene circa 5 miliardi l’anno di accise petrolifere, e non versa un centesimo (nonostante lo Statuto dica altrimenti) delle imprese italiane che hanno sede fuori dall’Isola ma che producono reddito in Sicilia (tipo sportelli ex banco Sicilia oggi Unicredit), e addirittura ora queste imposte anziché allo Stato andranno direttamente alle Regioni del Nord.
Mi fermo qua, ma – credimi – non si finirebbe mai.
La Sicilia oltre che derubata è sistematicamente oltraggiata dai media nazionali (perché non ha voce autonoma e perché fa comodo al sistema) in modo che non possa mai risollevarsi. Gli stessi Siciliani in gran parte ignorano questi crimini coloniali, per i quali essa assomiglia piuttosto all’ANP o a Gaza per grado di autonomia.
Ti dico solo questo, che tu o voi ci crediate o meno: la Sicilia sta all’Italia esattamente come l’Italia sta alla Germania. Non convincerai mai un tedesco del fatto che l’italiano non è un suo mantenuto, e allo stesso modo non convincerai mai un italiano del fatto che il siciliano non è un suo mantenuto ma una vittima. Ma è esattamente la stessa identica cosa, forse anche un po’ peggio.
Purtroppo gli USA sono amici dell’Italia e la sfruttano in condominio. Ma qualunque condizione alternativa per la Sicilia sarebbe migliore di quella attuale. Ti ricordo che alle europee 2/3 dei Siciliani sono stati a casa anziché votare. La Sicilia oggi, complici le leggi elettorali e gli Abu Mazen (alla Musumeci), non ha voce. E quando un popolo non ha voce prima o poi esplode.