GILETTI RISPETTA LA MIA TERRA!

di Alfonso Nobile

Mi sono occupato di antiracket battendo le strade e mettendoci la faccia, poi la vita mi ha portato via dalla Sicilia (che amo tantissimo), e quando sento parlare della mia Terra in questo modo (purtroppo non se ne parla mai diversamente) mi ribolle il sangue. Ora tutti a dire che in Sicilia ci sono genericamente “cose bellissime”, ma si parla di Sicilia solo per parlare di mafia, di sprechi, di cose che non vanno, mai una puntata televisiva (se non da parte di Alberto Angela) sulle bellezze della Sicilia (forse si dice che ci sono meraviglie in Sicilia come captatio benevolentiae per poterla infangare in modo “politicamente corretto”). Tutti a parlare di mafia in Sicilia (primo tra tutti Giletti): complimenti! Se non fosse per Giletti neanche sapremmo che c’è la mafia in Sicilia! Sapete, però, cosa renderebbe seria questa continua trattazione sulla “Sicilia mafiosa”? Una cosa che non fa nessuno, neanche i cosiddetti giornalisti “seri”: un’analisi sulle cause della mafia. Non solo le cause storiche (che pure non mancano… così si scoprirebbe che la mafia non c’è sempre stata, che la mafia è stata voluta, imposta da fuori, da chi ha dominato e ancora domina la Sicilia: si parla sempre di dominazioni in Sicilia e, sì, la Sicilia ha avuto ANCHE delle dominazioni, non certo quella araba o normanna o ancora sveva, ma ha avuto quella romana, bizantina, spagnola, napolitana e oggi ha quella italiana), ma anche le cause attuali! Non si spiega bene la trattativa Stato-mafia se non si dice che con quella trattativa l’Italia fa una scelta di campo contro i siciliani (brutti, sporchi e cattivi… come se un siciliano buono sia solo un siciliano morto: questo mi insegna, ad esempio, la strage di Capaci. O ci siamo dimenticati la gogna mediatica alla quale fu sottoposto Falcone fino a quel maledetto 23 maggio 1992? L'”eroe” Falcone, per i giornalisti e i politici, è venuto dopo: dal 24 maggio 1992!). Ma non c’è solo la trattativa Stato-mafia. C’è la volontà tutta statale di negare le infrastrutture materiali e immateriali alla Sicilia per ammazzarla economicamente! Guardate, per fare solo alcuni esempi, strade e ferrovie in Sicilia: le prime fanno piangere (quelle di competenza provinciale sono abbandonate, per una precisa scelta del ministro Delrio di togliere i fondi alle Provincie senza pensare alle conseguenze, e quelle di competenza statale, incluse le autostrade dell’Anas, sono altrettanto dimenticate! Giletti fatti una passeggiata da Palermo a Catania: vediamo che bella trasmissione viene fuori, magari inviti anche Gianni Vittorio Armani in studio!), mentre le ferrovie sono letteralmente inesistenti (anche qui ci sarebbe da sentire cosa hanno da dire i vertici di FFSS e i ministri di infrastrutture e trasporti: nel 2015 un ragazzo ha documentato che per fare il periplo dell’isola in treno ci vogliono 3 giorni e gli ultimi 20 km da Modica a Ragusa, da cui è partito, ha dovuto farli a piedi!!! Non si vergogna nessuno? Giletti non si straccia le vesti???.

Vogliamo passare alle infrastrutture immateriali? Avevamo un sistema creditizio SANO! Altro che le banche venete o toscane!!! Ci è stato letteralmente RUBATO!!! Il Banco di Sicilia era il vero fiore all’occhiello del sistema creditizio italiano, aveva i bilanci sani e sosteneva l’economia siciliana, ma è stato regalato al Banco di Roma (creando Capitalia, poi confluita in Unicredit) per salvarlo dal crack: questa storia l’ho letta solo io? Lo Stato poi legifera sistematicamente contro la Sicilia: non tutela minimamente l’agricoltura siciliana, al contrario la massacra facendo accordi con altri paesi per farle concorrenza sleale: abbiamo gli scaffali dei supermercati pieni di prodotti avvelenati a bassissimo costo che in Italia non si possono produrre per legge… ma si possono vendere! (Penso al grano canadese col glifosato cancerogeno e le micotossine che predispongono, sembrerebbe, anche all’intolleranza al glutine, penso alla frutta del nordafrica dove ancora oggi si possono usare pesticidi vietati in Italia dagli anni ’60, penso all’olio tunisino… e prima o poi Report approfondirà anche questi temi, oltre all’ottimo lavoro già fatto sul glifosato). Finisco per brevità con la questione delle questioni: la questione economica siciliana, ovvero lo Statuto speciale totalmente inapplicato. Caro Giletti: è inutile chiedere lumi a Crocetta che, sperando di ottenere una candidatura sicura al Senato, ha firmato due accordi incostituzionali col ministro Padoan di cui posso fornirLe copia; inviti il prof. MASSIMO COSTA a parlare dello Statuto! Perfino io potrei spiegarle un paio di cosette sullo Statuto siciliano. Sa, ad esempio, che c’è scritto all’art. 36 che la (“sprecona”) Regione siciliana DEVE provvedere a tutte le sue spese ESCLUSIVAMENTE con le tasse pagate dai siciliani? Immagino lo stupore sul suo viso leggendo questa notizia, eppure è così: la tanto vituperata autonomia siciliana prevede RESPONSABILITÀ, ma non ricordo una sua puntata in cui si chieda il rispetto di una norma costituzionale come questa… forse perché lo stesso articolo prevede che tutte le tasse pagate dai siciliani debbano restare in Sicilia e qualcuno potrebbe scoprire che al bilancio dello Stato verrebbero a mancare una decina abbondante di miliardi di euro da “mancato furto”? O perché ci sarebbe il rischio che la Sicilia, con la piena disponibilità delle proprie risorse (non sia mai!) potrebbe rivelarsi una Regione virtuosa? Mi dirà che sono discorsi da “separatista siculo-leghista”… ma sono semplicemente discorsi di un cittadino che chiede il pieno e integrale rispetto della Costituzione del proprio Paese, di un cittadino che spera sempre che il proprio paese diventi un paese normale, un paese in cui il Governo rispetti la Costituzione e non provi continuamente a cambiarla (penso ad esempio a Berlusconi e a Renzi: a lei che fa il giornalista questi fatti saranno certamente noti). Sempre nello Statuto siciliano è presente un articolo (il 37) che prevede la territorializzazione delle imposte, ovvero: le tasse si pagano dove si matura il reddito… in Sicilia questo non avviene: da quando, ad esempio, il Banco di Sicilia (sempre lui!) non è più siciliano le tasse sui redditi prodotti in Sicilia le paga a Roma. Pensi, dottor Giletti, se ci fosse in Lombardia l’autonomia che chiede Zaia per il Veneto: Unicredit ha sede a Milano? Allora tutte le tasse maturate e riscosse in Sicilia sarebbero pagate in Lombardia, avendo Unicredit sede legale a Milano: stiamo parlando di una cifra che, l’ultima volta che fu versata dal Banco si Sicilia nelle casse della Regione siciliana, ammontava a 287 milioni di euro. Lo Statuto responsabilizza la Sicilia attribuendole tutte le sue spese, ma la doterebbe anche di entrate sufficienti a far fronte alle sue spese… purtroppo le spese restano e le entrate le prende lo Stato trattenendo ILLEGALMENTE il 63,6% dell’IVA e il 70% dell’IRPEF pagate dai Siciliani: ma tutti sbandierano che la Sicilia trattiene il 100% delle sue imposte e tasse. Sullo Statuto potrei continuare… ci sono violazioni quasi per ogni articolo!!!

La conseguenza di quanto sopra descritto è una situazione economica gravissima… altro che gli sprechi e le “spese pazze” della politica: dottor Giletti, Lei non perde occasione per scandalizzarsi per gli sprechi e le inefficienze siciliane (che pure ci sono e vanno combattute… dappertutto, non solo in Sicilia) e che varranno alcuni milioni (allarghiamoci: alcune decine di milioni) di euro… e non vede i furti per miliardi di euro che comportano una crisi economica gravissima in Sicilia! Non è certo per la classe politica siciliana, che certamente non brilla e che a me non piace, glielo dico francamente, ma non è peggiore della classe politica regionale e nazionale del resto d’Italia, forse sarà meno capace di sottrarre risorse agli altri (come sta provando a fare quella veneta col suo tentativo di riforma autonomista di cui sopra) e forse sarà più disposta a far derubare le casse della Regione (come l’ex presidente Crocetta con i suoi accordi con l’ex ministro Padoan del 2014 e del 2016, di cui sono disposto, se vorrà, a darle volentieri copia), forse sarà anche meno capace rispetto ad altri di fare grandi imbrogli (penso al Mose e al recente “terremoto” lombardo) che però a Lei sembrano non interessare o interessare poco, non lo so.

Resta però la crisi economica siciliana peggiore d’Italia dopo quella calabrese (ma solo perché nonostante tutto lo Statuto speciale per la Regione siciliana ancora produce qualche effetto residuo: sia chiaro che senza quel poco che ancora resiste dello Statuto speciale la Sicilia sarebbe definitivamente in default… altro che abolirlo! Lo sanno bene in Veneto e Lombardia)

In questa situazione economica disperata chi può scappa! Chi non può resta e cerca di sopravvivere! C’è gente in Sicilia che per dare da mangiare ai figli chiede prestiti alla mafia (anche solo 100 euro) e la mafia non li vuole neanche indietro! E sa perché?! Perché così la mafia si compra il consenso!!! In questa situazione si vuole combattere la mafia con la sola repressione? Una seria lotta alla mafia necessita (accanto alla repressione ed al lavoro difficilissimo degli eroici insegnanti siciliani: eroici anche per le condizioni economiche delle scuole pubbliche!!! Ho fatto diversi incontri nelle scuole e potrei portarle testimonianze meravigliose di ragazzini che, pur vivendo in condizioni difficili, sono innamorati della legalità, grazie ai loro insegnanti) di interventi pesanti sull’economia dell’isola, sulle sue infrastrutture! In questa situazione la mafia è solo la longa manus dello Stato! Uno Stato spesso conosciuto solo attraverso i poliziotti o i carabinieri (intendiamoci: vittime anche loro di questo Stato italiano e vittime del loro altissimo senso del dovere prima di tutto). E chi viene qui con le felpette o a fare trasmissioni strappa-applausi su quanto fa schifo la mafia (intendiamoci:LA MAFIA FA SCHIFO SENZA SE E SENZA MA!), con le sue facili semplificazioni giornalistiche, è un necrofilo della politica e della notizia!