L’AUTONOMIA SICILIANA, TUTTI LA VOGLIONO E NESSUNO LA APPLICA

di Tony Enea

L’autonomia siciliana è quella particolare forma di governo della Sicilia, disciplinata dalla legge costituzionale n.2/1948 , a norma dell’articolo 116 della Costituzione italiana, che l’ha dotata di un’ampia autonomia legislativa, amministrativa e fiscale.

Per quanto riguarda la materia fiscale, la totalità delle imposte riscosse in Sicilia dovrebbe rimanere nell’isola[11]. Ai sensi degli articoli 36 e seguenti del proprio Statuto (Legge Costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948), la Regione siciliana è dotata di completa autonomia finanziaria e fiscale[12].

Ogni anno lo Stato Italiano sarebbe tenuto a fornire un ammontare da stabilirsi, con piano quinquennale, di denaro pubblico proveniente dalle altre Regioni per finanziare la Sicilia, così come stabilito dall’art. 38 dello Statuto della Regione Siciliana.

Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici.
Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale.
Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.
Altro aspetto importante è contenuto nell’Art 37 dello Statuto della Regione Siciliana:

Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.
L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.
Sebbene in teoria la totalità delle imposte riscosse in Sicilia dovrebbe rimanere nell’isola, in pratica, a tutt’oggi, gli artt. 36, 37 e 38 rimangono largamente inapplicati, comportando la perdita di diversi miliardi di euro di entrate per le casse della regione siciliana[13].

Il nome ufficiale non è Regione Sicilia, come erroneamente viene detto, ma Regione Siciliana , sia per una motivazione storica ma anche per l’ovvio rapporto istituzionale che lega l’isola alla Repubblica italiana. La Regione nasce come ente originariamente sovrano e legato all’Italia da un rapporto pattizio e potenzialmente paritetico[5]. Questa condizione giuridica, che dà vita al medesimo utilizzo dell’aggettivo dopo il nome ufficiale dell’ente, è dovuta a ragioni principalmente politiche in quel momento per cui l’entità amministrativa siciliana è considerata una fonte primaria del diritto come la Repubblica italiana, per cui ne fu seguita la dizione nella redazione dello Statuto.

Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione ha competenza esclusiva su una serie di materie, tra cui beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali[8][9], ambiente, turismo, polizia forestale.[10] Il relativo personale quindi è nei ruoli della Regione e non dello Stato, che quindi è più numeroso che nelle altre Regioni a statuto ordinario.

Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione ha competenza esclusiva su alcune materie, in sostanza la Sicilia può legiferare con propri atti negli ambiti indicati sia in Costituzione che nello stesso Statuto[2]. Ogni modifica allo Statuto, trattandosi di legge costituzionale, è sottoposta alla cosiddetta procedura aggravata, cioè a una doppia approvazione, a maggioranza qualificata, da parte delle Camere[3].

Alcune prerogative statutarie non sono a oggi applicate, in quanto mancano le corrispondenti Norme di attuazione dello Statuto che devono essere emanate dalla Commissione paritetica Stato-Regione[4].

Originariamente lo Statuto prevedeva anche un’Alta Corte con poteri giurisdizionali, che giudicava della costituzionalità delle leggi regionali e delle leggi e dei regolamenti dello Stato nei confronti delle norme dello Statuto e limitatamente alla loro applicazione sul territorio siciliano, ma nel 1957 la Corte Costituzionale la dichiarò decaduta e le competenze assorbite dalla stessa[15].

Fino al 2014 il Commissariato dello Stato per la Regione Siciliana ha esercitato il controllo preventivo di legittimità costituzionale delle leggi dell’Assemblea regionale siciliana. Con la sentenza n. 255 del 3 novembre 2014 della Corte Costituzionale questa funzione è stata soppressa per effetto dell’estensione alla Regione siciliana del controllo successivo, previsto dall’art. 127 della Costituzione per le Regioni a statuto ordinario.

In Sicilia, inoltre vi è il CGA (Consiglio di giustizia amministrativa[16]) che nell’isola ricopre le funzioni del Consiglio di Stato, oltre a delle sezioni autonome della Corte dei Conti, giurisdizionali e di appello.

1. ^ Legge costituzionale n.2/1948
2. ^ Mangiameli, Stelio. 2001. Ancora una prova per l’autonomia speciale siciliana. n.p.: Società editrice il Mulino, 2001.
3. ^ Ruggeri, A. (1997). L’autonomia legislativa della Regione siciliana, dal modello studiato alle prospettive di riforma. Società editrice il Mulino.
4. ^ Composizione della commissione[collegamento interrotto]
5. ^ Nome della Regione Siciliana.
6. ^ http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-02-18&atto.codiceRedazionale=13G00050
7. ^ Storia del Parlamento – Il Parlamento
8. ^ Compresa la disciplina delle elezioni dei relativi organi collegiali: v. ((https://www.academia.edu/2420567/Sulla_legge_elettorale_siciliana)).
9. ^ Per le ultime leggi emanate in materia di composizione degli organi elettivi degli enti locali, v. Giampiero Buonomo, Amministrative, in Sicilia regole nuove dal 2012, in Guida agli enti locali, n. 18/2011 e Enti locali: le incompatibilità di Sicilia. Comune o Regione, così scatta l’aut aut, in Diritto e giustizia, 28 gennaio 2006.
10. ^ Lo statuto autonomistico
11. ^ Cuva, Angelo. 1999. L’autonomia finanziaria della Regione Siciliana : i limiti e le ipotesi di riforma. n.p.: Palermo, 1999.
12. ^ Cultrera, R., L’autonomia siciliana, studi economici. Palermo, Industrie riunite Editoriali siciliane, 1947.
13. ^ Oddo, G., La Sicilia dà allo Stato più di quanto riceve, in L’Espresso, 22 maggio 2016.
14. ^ *** Normattiva ***
15. ^ Testo della sentenza della Corte Costituzionale n°38/1957
16. ^ Il CGA
Bibliografia

* Romolo Menighetti, Franco Nicastro, Storia della Sicilia Autonoma, Caltanissetta-Roma, 1998
* Giuseppe Alessi, Il pensiero cattolico e le origini dell’Autonomia Siciliana, Palermo, 2005
* Pasquale Hamel, Vito Orlando, I Padri dell’Autonomia siciliana, Palermo, 2006
* Dino Grammatico, L’autonomia siciliana nel decennio 1947-57, Soveria Mannelli, 2006
* Piero Violante, Sicilia (in)Felix. Sicilianismo e autonomismo in G. Nevola (a cura di), Altre Italie, Carrocci, Roma 2003, pp. 53–106
* Giuseppe Lauricella, Giovanni Guadalupi, Lo Statuto speciale della Regione Siciliana, Giuffrè, Milano, 2010
* Massimo Costa, Lo statuto speciale della Regione siciliana: un’autonomia tradita?, Palermo, Herbita editrice, 2009, ISBN 978-88-7994-141-9.
fonte Wikipedia
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