EMANUELE D’ASTORGA GENIO MUSICALE SICILIANO

 

di Fabio Petrucci

EMANUELE D’ASTORGA, COMPOSITORE E LETTERATO

Tra i grandi compositori siciliani della storia un posto certamente importante spetta ad Emanuele d’Astorga, celebre soprattutto per il suo “Stabat Mater”. Un uomo la cui vita avventurosa ed avvolta dal mistero, trascorsa in giro per l’Europa, sembra la trama di un film.

Emanuele Rincón d’Astorga nacque ad Augusta il 20 marzo 1680 presso una famiglia di origine spagnola avente il titolo di “baroni di Ogliastro, Millaina e Mortilletto”. Sin dalla tenera età il piccolo d’Astorga manifestò un particolare talento musicale.

Nel 1693, a causa del tremendo terremoto che colpì il Val di Noto, la famiglia d’Astorga si trasferì a Palermo. Poco dopo il padre, Francesco, rimase coinvolto in una torbida vicenda dai contorni poco chiari. Per motivi ignoti, infatti, tentò di uccidere la moglie, venendo a causa di ciò allontanato dalla capitale e privato dei diritti civili e politici.

Negli anni seguenti il giovane d’Astorga continuò la sua formazione musicale, trovando forse in Francesco Scarlatti, fratello del più famoso Alessandro, il proprio mentore. Nel 1698, ad appena diciotto anni, d’Astorga fu autore della sua prima opera, intitolata “La moglie nemica”.

Nel 1702 il padre poté tornare a Palermo, reintegrato nei suoi diritti, e nel 1706 divenne membro del Senato cittadino. A inizio 1708, a causa dei contrasti con il genitore, d’Astorga lasciò Palermo, dando avvio alla sua avventurosa vita in giro per il Vecchio Continente.

Inizialmente il compositore si trasferì a Roma, ospitato dall’ambasciatore spagnolo presso la Santa Sede, il duca di Uceda Juan Francisco Pacheco, che in precedenza era stato viceré di Sicilia ed aveva potuto apprezzare le capacità musicali del d’Astorga. A Roma il compositore augustano conobbe il celebre librettista napoletano Sebastiano Biancardi, meglio noto con lo pseudonimo di Domenico Lalli. Tra i due nacque una profonda amicizia, documentata dallo stesso Lalli.

Da quest’ultimo apprendiamo del viaggio intrapreso dai due nel 1708 alla volta di Genova, dove il compositore siciliano ed il librettista napoletano furono derubati di tutti i loro averi da un servo, ritrovandosi in gravi difficoltà finanziarie. Fu in tale contesto che, in tutta fretta, d’Astorga compose la sua opera intitolata “Dafni”, che esordì a Genova il 21 aprile 1709. L’opera riscosse grande successo, tanto da venire replicata a Barcellona nell’estate dello stesso anno, alla presenza del futuro Sacro Romano Imperatore Carlo VI d’Asburgo.

Spostatosi sotto falso nome a Venezia insieme all’amico Lalli, d’Astorga fu rintracciato dagli emissari di Carlo VI, desideroso di assumerlo come musicista di corte. D’Astorga riprese quindi il proprio nome e si trasferì dapprima a Barcellona e poi, insieme al sovrano, a Vienna. Nel 1713, in visita a Londra, il siciliano compose la sua opera più nota, lo “Stabat Mater”, poi eseguito ad Oxford, città nella quale è conservato il manoscritto originale.

Nel 1715 d’Astorga tornò in Sicilia, ereditando il titolo di barone a causa della morte del padre e del fratello maggiore. Due anni dopo divenne membro del Senato di Palermo e governatore dell’Ospedale degli Incurabili. Nel periodo trascorso a Palermo ebbe modo di partecipare attivamente alla vita culturale della città, contribuendo alla fondazione dell’Accademia del Buon Gusto e dirigendo il Teatro Santa Cecilia. Nello stesso 1717, inoltre, d’Astorga sposò la quindicenne Emanuela Guzzardi, da cui ebbe le tre figlie Giovanna, Felicia e Maria.

Nel 1721, tuttavia, desideroso di riprendere a viaggiare, lasciò la famiglia e ricominciò il suo peregrinare in giro per l’Europa. Tra gli anni venti e l’inizio degli anni trenta è attestata la sua presenza a Lisbona. Proprio qui, nel 1726, diede alle stampe una raccolta di dodici cantate.

Il successivo peregrinare del compositore rimane avvolto dal mistero. Secondo alcuni d’Astorga morì presso un castello in Boemia nel 1736. Secondo altri a Lisbona in una data incerta. L’ipotesi più probabile, tuttavia, è quella che si ricava da un manoscritto della Collezione Santini di Münster (Germania), da cui si ha notizia della morte del d’Astorga a Madrid nel 1757.

Molta confusione, spesso sfociata nella costruzione di vere e proprie leggende, alberga nell’intera biografia di questo grande artista siciliano, a cui forse non a caso il compositore tedesco nativo della Boemia Johann Joseph Abert dedicò una sua opera, intitolata proprio “Astorga”, eseguita per la prima volta nel 1866.

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https://360econews.wordpress.com/2019/05/11/rosa-balistreri-la-voce-siciliana/

https://360econews.wordpress.com/2018/08/29/per-qualcuno-e-buttanissima-ma-e-per-nascondere-che-e-stata-stuprata/

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