UN NUOVO VESPRO È POSSIBILE

di Fabio Petrucci

Sabato 30 marzo 2019, nel 737° anniversario dello scoppio della Rivoluzione del Vespro contro l’occupazione angioina della Sicilia, Palermo ha assistito a uno dei più importanti eventi organizzati dagli indipendentisti siciliani negli ultimi decenni.

Oltre venti sigle appartenenti alla galassia dell’indipendentismo siciliano, pur preservando le loro legittime differenze ideologiche e programmatiche, hanno collaborato attivamente al buon esito di una giornata di orgoglio siciliano che ha dimostrato la rinnovata vivacità delle istanze di autodeterminazione presenti nella nostra isola. È stato un successo, forse inaspettato da parte dello stesso Comitato organizzatore.

La giornata si è aperta con una messa commemorativa presso la Chiesa del Santo Spirito, all’interno del Cimitero di Sant’Orsola, dove il lunedì dell’Angelo 1282, all’ora del Vespro del 30 marzo, i palermitani insorsero contro la presenza degli occupanti francesi, impossessatisi illegittimamente del Regno di Sicilia dopo la sconfitta di re Manfredi a Benevento il 26 febbraio 1266. Tanti i siciliani presenti nell’antica chiesa medievale, venuti da ogni angolo dell’isola muniti di bandiere.Nel pomeriggio, radunandosi a Piazza Croce dei Vespri, nel cuore del centro storico di Palermo, dove – secondo la tradizione – furono sepolti i cadaveri dei soldati francesi uccisi dai palermitani, le realtà politiche e culturali aderenti all’evento hanno dato vita ad un lungo e partecipato corteo che, snodandosi per Via Roma, il Cassaro e Via Maqueda, è finalmente giunto a Piazza Verdi, di fronte al Teatro Massimo. Qui si sono alternate letture in lingua siciliana e l’esecuzione dell’inno indipendentista tratto da “I Puritani” di Vincenzo Bellini e di quello regionale, “Madre Terra”, eseguito in lingua siciliana.

Il corteo non è stato solo l’occasione per ricordare un evento, per quanto importantissimo, avvenuto 737 anni fa. Tra i manifestanti, infatti, è stata ben presente la volontà di conciliare la ricorrenza del Vespro con la denuncia di una serie di gravi tematiche d’attualità. Molti i manifesti contro l’infiltrazione della Lega in Sicilia ed il progetto della cosiddetta “autonomia differenziata” di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, giudicato un’autentica truffa ai danni delle finanze della Regione Siciliana. Molti anche i manifesti dedicati ai problemi dell’emigrazione, della disoccupazione, del divario infrastrutturale tra Nord Italia e Sicilia.

Da segnalare, inoltre, la presenza di una delegazione di indipendentisti lombardi, giunti direttamente dalla loro regione per solidarizzare con i siciliani in marcia.

Pur nel quasi totale silenzio dei media locali, la marcia del Vespro del 30 marzo 2019 ha dato prova di un risveglio identitario crescente. Colpisce in particolare la presenza di tanti giovani, appartenenti peraltro a vari gruppi e movimenti politici. Appena qualche anno fa un tale risultato sarebbe apparso difficilmente realizzabile, per non dire impossibile. I precedenti più vicini all’evento di sabato scorso riguardano eventi più legati all’autonomismo che all’indipendentismo, quindi anche più moderati e meno difficili da far accettare ad un’opinione pubblica assopita, scoraggiata, imbottita di stereotipi e pregiudizi sulla propria storia e sul proprio presente.

L’indipendentismo siciliano, dopo anni di irrilevanza, sembra finalmente giunto ad una rinnovata maturità politica, capace di avvicinare a sé le giovani generazioni, deluse da un sistema politico italiano inconcludente ed incapace di dare risposte concrete ai loro problemi ed alle loro attese. Dai siciliani in marcia a Palermo, dunque, giunge un segnale di speranza molto forte per il domani. Un domani che chi era in piazza immagina all’insegna del motto usato dagli insorti del 1282: “Bonu Statu e Libirtati!”

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