FRANCESCO PAOLO PEREZ, SCRITTORE E POLITICO

di Fabio Petrucci

Il cammino intellettuale di Francesco Paolo Perez si svolse parallelamente alle vicende politiche della turbolenta Sicilia ottocentesca. Proprio in ciò risiede la sua grande importanza storica.

Nato a Palermo il 19 marzo 1812, lo stesso anno dell’emanazione della Costituzione siciliana, Perez era figlio di un funzionario del governo borbonico e di una nobildonna originaria di Caccamo, da cui ereditò la passione per la letteratura.

Laureatosi nel 1830 in giurisprudenza, Perez trascorse gli anni seguenti nella penisola italiana, risiedendo tra Napoli e Roma ed entrando in contatto con gli ambienti liberali. Tornato in Sicilia nel 1833, divenne funzionario della luogotenenza borbonica.

Qualche anno dopo, nel 1837, a seguito della violenta repressione delle insurrezioni scoppiate a Catania e Siracusa, i già noti sentimenti antiborbonici di Perez gli costarono il posto di lavoro presso la luogotenenza. Egli allora fondò una scuola privata di letteratura a Palermo ed intensificò l’attività giornalistica.

Nel 1847, dopo aver redatto e pubblicato il manifesto antiborbonico intitolato “Appello dei Siciliani ai fratelli di Napoli”, Francesco Paolo Perez fu arrestato unitamente agli altri due autori del documento, Ruggero Settimo e Vincenzo Fardella di Torrearsa. Appena qualche mese dopo i tre emergeranno come protagonisti della Rivoluzione siciliana del 1848. Perez, tra le altre cose, fu inviato in Piemonte per partecipare a un’assemblea ispirata ai principi del confederalismo e presieduta dal pensatore neoguelfo Vincenzo Gioberti.

Nel 1849 la sconfitta della rivoluzione impose a Perez l’allontanamento dalla Sicilia. Rifugiatosi in Toscana, egli diede alle stampe “La Rivoluzione siciliana del 1848 considerata nelle sue ragioni e ne’ suoi rapporti con la rivoluzione europea”, un testo di fondamentale importanza per comprendere le idee dell’autore e, più in generale, il significato più autentico dei moti avvenuti in Sicilia.

Tornato in patria nel 1860, Perez si impegnò affinché l’annessione della Sicilia al futuro Regno d’Italia si configurasse in modo tale da garantire all’isola un’ampia autonomia. In tal senso la posizione di Perez non era dissimile da quella di altri reduci del ’48, animati dalla vana ma sincera speranza di poter conciliare gli ideali del Risorgimento italiano con quelli dell’indipendenza siciliana (o quantomeno di un’autonomia molto larga). Nel 1862, deluso dai provvedimenti del Regno sabaudo, Perez diede alle stampe il testo “La centralizzazione e la libertà”, con il quale criticava il centralismo imposto dai piemontesi e indicava nel federalismo un’alternativa migliore.

Negli anni seguenti, malgrado la sua voce a difesa della specificità politica della Sicilia continuasse a rimanere inascoltata, Perez rivestì incarichi di grande prestigio, divenendo nell’ordine deputato, senatore, sindaco di Palermo e poi ministro dei lavori pubblici e ministro dell’istruzione.

Visse gli ultimi anni della sua vita a Santa Flavia, alle porte di Palermo, dove morì il 17 febbraio 1892, a quasi ottant’anni di età.

Al fine di meglio comprendere la natura del pensiero di Francesco Paolo Perez, ecco un breve brano dalla sua opera dedicata alla Rivoluzione del 1848:

«La sovranità nazionale d’Italia non può risultare giuridicamente, praticamente, utilmente, che dal libero e spontaneo concorso di tutti gli Stati che la compongono. Questa sovranità non può né dee attentare alla autonomia d’ogni singolo Stato. (…) Questa sovranità nazionale adunque non è legittima, né possibile, se non quando emerge ed è esercitata dalla rappresentanza di tutti gli Stati, come persone morali, giuridicamente eguali tra loro. (…) Tale e in tai modi è la legittima costituente dell’italiana unione. Ogni altra è arbitrio di speculanti, o violenza di sette; è inciampo, più che mezzo all’italico risorgimento: e tale Dio non voglia abbia a riuscir quella fatta proclamare in Roma e Toscana!
In ogni modo questa Costituente unitaria, che disconosce e rinnega nei suoi principi e nel suo modo di rappresentanza la individuale esistenza e l’autonomia di ogni Stato, non è, ne può esser quella cui accedeva il sagace Parlamento siciliano, quando con suo decreto sanciva, che la Sicilia fosse rappresentata nell’italiana dieta come Stato libero e indipendente. E guai se fosse altrimenti! A che sarebbe giovato il 12 gennaio! A che il sangue profuso e i miracoli di un Popolo che, più dell’aria che respira, vive della sua indipendenza!».

dello stesso autore:

https://360econews.wordpress.com/2019/05/11/rosa-balistreri-la-voce-siciliana/

https://360econews.wordpress.com/2018/08/29/per-qualcuno-e-buttanissima-ma-e-per-nascondere-che-e-stata-stuprata/

https://360econews.wordpress.com/2019/04/09/muore-a-barcellona-la-regina-di-sicilia/

#PEREZ #SICILIA #PALERMO #QUARANTOTTO #FEDERALISMO #INDIPENDENZA #RISORGIMENTO #STORIA #SICILY #FEDERALISM #INDEPENDENCE #HISTORY