DIFFIDARE DELL’ECOLOGISMO PER SALVARE L’ECOLOGIA

«Non è un cambio di stagione, iperviaggio nell’apocalisse climatica», libro di Martín Caparrós (Verdenero).

L’ecologia è un affare complicato. Il termine affare non è casuale. Attraverso un viaggio-inchiesta in dieci paesi emblema degli effetti del cambiamento climatico, l’autore vuole dimostrare come la lotta fanatica contro il cambiamento condotta da governi, organismi internazionali, ong sia inefficace allo scopo di salvaguardare il pianeta e sia invece esso stesso un mezzo per lucrare.

È successo in questi anni: improvvisamente, il mondo si è svegliato con un’apocalisse nuova. I timori ecologisti hanno trovato la loro forma perfetta: il pianeta avrebbe sofferto un cambiamento climatico così profondo che niente sarebbe stato più come prima. E allora governi, celebrità, organismi internazionali, grandi corporations, piccole ONG, si sono lanciate nella lotta contro il cambiamento.

Non è un cambio di stagione è soprattutto, una riflessione affilata, provocatoria su quello scompiglio che, improvvisamente, sembra essere il problema più importante in un mondo piegato dalla fame e dalla miseria. Con humour, eleganza, veemenza, l’autore mette in discussione i significati del movimento ecologista, il posto della Natura nella nostra società, gli interessi verdi dei grandi capitali, l’ideologia del conservatorismo, il clima di un’epoca che pensa al suo futuro come una spada di Damocle. E lo fa proponendo un genere misto: una inchiesta che pensa, un reportage che racconta.

Secondo Caparrós, l’ecologismo deve tornare ad essere un movimento eminentemente, ardentemente politico. E anche se non lo cita mai credo che abbia ben presente il pensiero di André Gorz, il quale più volte ha ribadito, nei suoi testi, che “il movimento [ecologista] non è nato inizialmente da uno scrupolo di «difesa della natura» ma da una resistenza all’appropriazione privata e alla distruzione di quel bene comune per eccellenza che è il mondo vissuto». Tornare alle ragioni di quell’ecologismo è la priorità anche di questo libro.

recensione di Carlo Mazza Galanti 

http://www.minimaetmoralia.it/wp/diffidare-dellecologismo-per-salvare-lecologia/

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