L’ITALIA DI PULCINELLA (Italia Paese dove le menzogne diventano realtà)

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di Massimo Costa

A parte il fatto che dovrebbe essere normale che uno stato (se esiste, non è obbligatorio) redistribuisce il reddito per mantenere la coesione nazionale, i dati che distribuisce il Fatto sono falsi.
I trasferimenti dello Stato computano anche i tributi erariali devoluti, dimenticando che questi non sono altro che i tributi raccolti in loco. Non è affatto vero che lo Stato spende 4 mila e passa euro a testa in Sicilia. Tutta la spesa dello Stato non arriva ai 10 miliardi l’anno. E quindi, se l’aritmetica non è un’opinione, non si arriva ai 2.000 euro l’anno, meno, molto meno della ricca Lombardia. Poi contano come “trasferimento” anche l’Irpef raccolta in Sicilia e sembra che ci diano chissà quanto.
E poi che confronto è la spesa pubblica rispetto al PIL?
Certo che se il denominatore è basso la frazione è alta. Con questo ragionamento si scopre l’acqua calda. Il rapporto va fatto sulla popolazione, non sul PIL!
Dove c’è scritto che lo Stato debba dare di più a chi è più ricco? Deve dare di più a chi è di più. Se la Campania ha più abitanti del Molise, deve spendere più in Campania che in Molise. Se il Molise è più ricco della Campania deve spendere di più in Molise anche se sono 4 gatti? Ci rendiamo conto che è un ragionamento senza senso?
Qua forse c’è l’occasione di disfare l’Italia, ma questa volta veramente. TUTTI I PARTITI ITALIANI HANNO GETTATO LA MASCHERA: RIFORMA FATTA DA PD CON ACCORDO DI FORZA ITALIA, ORA ATTUATA DALLA LEGA E AVALLATA DA 5 STELLE. Chi manca? La Meloni e Fratojanni? Non contano nulla!
All’armi, qua si disfà l’Italia o si muore!
Mettiamo la secessione, la nostra però, seriamente in agenda. Oppure moriamo silenti.

Massimo Costa (1967), Ordinario di Economia aziendale all’Università degli studi di Palermo, è un aziendalista, economista e studioso di scienze storico-sociali, noto particolarmente per la sua attività pubblicistica sui temi che riguardano lo Statuto della Regione siciliana e i rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione. Tra i suoi interventi divulgativi un campo particolare è quello dedicato alla storia della Sicilia e in particolare alle istituzioni socio-economiche del Regno di Sicilia.