LA REGIONE SICILIANA RACCOGLIE LE BRICIOLE DEL PROTETTORATO ITALO-EUROPEO

di Massimo Costa

La Sicilia è possedimento coloniale di un protettorato.
Dobbiamo smetterla di pensare all’Italia come a un paese indipendente. C’era una volta il Sudan Anglo-Egiziano: Inglesi (che già erano “protettori” dell’Egitto) ed Egitto insieme colonizzavano lo sfortunato Sudan.
Oggi potremmo parlare della Sicilia Italo-Europea, allo stesso modo.
In questo quadro non si spunta nulla, e le briciole ottenute da Armao, vendute dal suo pseudo-partitello come “Svolta Storica”, in cambio della rinuncia al contenzioso (alla Crocetta), a un certo punto possono anche sembrare una conquista. Forse lo sono. Un po’ di ossigeno alle province, un po’ alla Regione, mah…
Ma sempre in una logica di depressione e sottosviluppo, parliamoci chiaramente. Altro che svolta…
Certo, lo capisco, nessuno al loro posto avrebbe fatto meglio. Senza neanche un partito territoriale alle spalle… E soprattutto con un interlocutore, l’Italia, con il cappio europeo al collo. Ma cosa pretendiamo?
Anche i “boss” romani, Lega e M5S, sono con le ali cadute dopo il confronto europeo. Hanno toccato con mano come i poteri forti tengano al guinzaglio l’Italia e, in termine tecnico-economico, se la sono fatta addosso.
E pensare che credevano veramente che togliendo qua e là qualche vitalizio e qualche auto blu si sarebbe risolto ogni problema.
Ma ora l’hanno capito?
Credo di sì. Ma non hanno la voglia di iniziare l’unica cosa che servirebbe all’Italia: una “guerra d’indipendenza” (dall’Europa). Ci vuole un UKIP italiano, altro che storie.
Non vince, si dirà.
Non vince perché a sua volta gli italiani “se la fanno sotto” al solo pensiero di uscire da UE ed Euro, unica soluzione per me, e quindi non raggiunge la maggioranza.
Ma a che serve avere la maggioranza, del resto, e vincere, se poi vincendo non puoi fare altro che le stesse politiche di Monti e Renzi? Francamente non lo capisco.
E noi siciliani? A parte il fatto che il partito dell’indipendenza italiana (dall’Europa) non c’è, se ci fosse che dovremmo fare? Lottare per l’indipendenza del nostro colonizzatore? Non servirebbe a molto se non ad allentare un po’ la corda, poi magari sarà un po’ più facile far valere i nostri diritti. Lottare per diventare “stato europeo” a sé? Almeno non saremmo colonia di colonia, ma semplicemente “colonia” diretta dell’Europa. Ma l’esempio greco non butta bene, per uno stato mediterraneo europeo piccolo.


Uscire da entrambe le gabbie? Con la mente e con il cuore sarebbe la migliore strada, ma senza un appoggio esterno (che pretenderebbe una contropartita), la sproporzione di forze e l’impreparazione emotiva dei Siciliani è tale che possiamo solo predicare una cosa del genere, non farla entrare realmente in agenda politica.
E di gente che si metta contro la UE o l’Italia per sfilarle la Sicilia non ne vedo molta in giro, o non mi pare molto raccomandabile.
In ogni caso gli USA non lo permetterebbero. A meno che non fossero proprio gli USA a sponsorizzare questa uscita (o una fortissima autonomia che equivalga a…. e che preluda a….). Ma il prezzo che ci imporrebbero di pagare sarebbe comunque alto. Non credo che peggioreremmo, perché peggio di così è quasi impossibile, ma…ci dovremmo tenere il MUOS (che tanto c’è comunque) e tanto tanto altro.
Ma gli USA, che già controllano la Sicilia militarmente, perché dovrebbero farsi nemici inutilmente?
Il “trilemma” è tutto qua.