SI DEVE ESSERE SICILIANI PER SCELTA… di Giacomo Sferlazzo

Chi dice e/o pensa che la Sicilia sia solo rassegnazione si sbaglia. In realtà è un’idea che ci hanno inculcato per tenerci buoni, calmi e rassegnati. Chi gestisce il potere economico/politico è cosciente della forza dei siciliani. La storia della Sicilia va letta nel quadro del processo colonialista che vede nel controllo culturale una delle armi più importanti, l’effetto più dirompente è dare ad un popolo un’immagine ed una percezione di se stesso che sia di inferiorità, in fondo il razzismo non è altro che una guerra sul piano culturale e normativo (nominare è normare) per la supremazia politico/economica di piccole minoranze su grandi masse. Il popolo siciliano ha subito questo processo paralizzante. Un effetto che ha avuto una grande ripercussione sulla vita pubblica. La medicina più grande a questo male è la conoscenza della storia e della grande cultura siciliana, a partire da quell’enorme patrimonio popolare che spesso viene banalizzato e ridotto ad una poltiglia colorata e informe pronta per essere venduta nel superipermercato globale. L’identità è una scelta, come ogni scelta è condizionata. Possiamo dire che l’identità siciliana ha seguito il percorso della mercificazione e dell’ appiattimento globale ma tenendosi legata in maniera “spontanea” e inconscia al proprio passato, questo fatto, comune anche ad altri popoli è stato descritto spesso come arretratezza e solo quando si è riusciti ad immettere la “sicilianita” nel flusso inarrestabile delle merci confezionandola con i nastrini degli stereotipi si è riusciti a digerirla o meglio a comprarla. Ma ci sono anche le eccezioni. Franco Maresco uno dei più grandi registi di sempre ha saputo esprimere la grandezza e la miseria umana ed ha saputo trascendere ogni schema ed ogni tradizione rimanendo il più popolare ed il più classico, il più ancorato ad una tradizione. Il suo è un modo di essere siciliano. Ce ne sono tanti altri. Si deve essere siciliani per scelta e con la necessità di entrare in conflitto con la propria tradizione, con il proprio passato, per questo bisogna sforzarsi di conoscerlo.
Non ci sono siciliani, calabresi, francesi, baschi etc etc ci sono coloro che cercano nella propria tradizione e storia la chiave per la liberazione dalla gabbia culturale neoliberista, per il riscatto dallo sfruttamento del capitale e chi invece cerca nella sicilianita’, come del resto in ogni dove, un modo per fare profitto, con tutto quello che ne consegue. Sono Turiddu Carnavali cantato da Ciccio Busacca, sugnu Onofrio, Virticchiu e Orlando, sugnu Buttitta, sugnu i iurnateri, i piscatura, i carusi dintra e minieri, sugnu tutti i voti ca isammu a testa…

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