La Cultura Identitaria per liberare i Siciliani dalla loro gabbia!

Di Matteo Polini

In molti siamo consapevoli dell’ ormai dilagante autorazzismo che opprime una grande parte dei siciliani. Siamo anche consapevoli che questa è una delle piaghe che impedisce all’isola di prendere coscienza di sé. Sono infatti questi “italiani di Sicilia” a impedire con ogni modo la nascita di una classe dirigente locale, preferendo prostrarsi ai vari Garibaldi che con colori politici diversi calano dal Nord a frequenza regolare promettendo sviluppo, occupazione e infrastrutture. “Potete vivere solo di turismo” questa è la minchiata più comune che dicono ai coloni Siculi nonostante alla loro vista siano solo dei selvaggi da abbandonare al più presto(dimenticandosi che la Sicilia ha sfornato grandi ingegneri, imprenditori e che spesso nella sua storia ha avuto una classe manageriale eccellente). Ma loro in fondo si sono ricordati di questo scoglio in mezzo al mare solo perché rappresenta un bacino di 4 milioni di voti; nulla di più e nulla di meno. Dunque succede poi che i vari Renzi/Berlusconi/Salvini vengono sempre osannati come liberatori: essi metteranno l’Italia e la Sicilia a posto! Non i siciliani poiché da cavernicoli mafiosi non sono in grado di gestirsi, anzi, dovrebbero inchinarsi al governo di Roma che come Prometeo porta il fuoco della sapienza ai barbari . “Tanto sicuramente avranno a cuore i nostri interessi”. Eppure io non li condanno, loro non sono la causa ma l’effetto. Dobbiamo ricordarci che il siciliano medio dalla nascita alla vecchiaia vede in ogni Film, Serie TV, cartone animato americano, nei media e in TV i suoi conterranei fare sempre la parte dei mafiosi, delinquenti e altra gente losca in generale: ormai l’accento siciliano è sinonimo di mafia. Poi ricordiamoci che vede la sua terra da più di 2 secoli povera e nel degrado, con migliaia di giovani che scappano in Paesi più civilizzati. Aggiungiamo pure che a scuola gli viene insegnato che i suoi antenati si sono perennemente arresi a 25 invasori senza condizioni, che la sua terra ha conosciuto la civiltà solamente sotto il periodo arabo, mentre prima e dopo fu soltanto il buio assoluto. D’altronde Archimede era greco, Federico II tedesco e Giovanni Verga italiano. Solo con Totò Riina, Vito Corleone e gente simile viene specificata la provenienza siciliana. È qui che ci accorgiamo che l’ autorazzismo presente nel subconscio dei siciliani non è poi così grave, con un’aggressione culturale di questa portata ci è andata di lusso.
Io invece credo che se vogliamo fare riemergere il nostro passato, dare dignità al nostro presente e garantirci un futuro dobbiamo partire da questa consapevolezza. Diffondere con ogni mezzo la vera cultura Siciliana, la vera Storia, fare rinascere la nostra identità e fare sapere che i nostri interessi politico-economici attuali sono in contrasto con quelli del continente. Solo così i siciliani inizieranno a vedere la gabbia che hanno attorno.