Da Hitler a Gore, la strategia ecologista dell’Impero Britannico

La diffusione delle paure del Riscaldamento Globale costituisce il più spudorato scandalo della storia… Quando le persone sapranno la verità, si sentiranno turlupinate dalla scienza e dagli scienziati” Kiminori Itoh, membro dell’IPCC.

E’ una menzogna colossale quella diffusa dai media che fa apparire una sparuta minoranza gli scienziati che non si sono accodati sull’origine antropogenica del Riscaldamento Globale” Stanley B. Goldenberg, Scienziato del NOAA

MoviSol – Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà

25 marzo 2007 – L’attuale campagna sul riscaldamento globale dell’ex vice presidente USA Albert Gore trae origine da un altro ben più noto progetto britannico, quello che portò al potere Adolf Hitler in Germania.

Fu lanciata negli anni Ottanta dal governo di Margaret Thatcher. La politica ambientalista del governo britannico fu gestita da sir Crispin Tickell, che indusse la signora Thatcher a sollevare il tema del riscaldamento in diverse conferenze.

L’Inghilterra sponsorizza da sempre la politica “ecologista” in chiave malthusiana, mirante cioè a ridurre la popolazione mondiale e a mantenerne la stragrande maggioranza in uno stato di forzato sottosviluppo.

Thomas Malthus, al soldo della Compagnia delle Indie Orientali, mise a punto l’ideologia del limite delle risorse a fronte della crescita demografica, nel quadro dei nuovi strumenti ideologici che questa si dette verso la fine del XVIII secolo per cercare di recuperare i suoi monopoli globali che erano stati infranti dal successo della Rivoluzione Americana.

Negli anni Trenta, la politica del genocidio che sottende l’ideologia dei “limiti delle risorse”, fu riformulata nel corso di un incontro tra Adolf Hitler e Lord Lothian (Philip Kerr) il capo della Tavola Rotonda, o gruppo di lord Milner, la formazione più direttamente impegnata a sostenere la scalata al potere di Adolf Hitler in Germania.
Nell’incontro, avvenuto il 29 gennaio 1935, Adolf Hitler disse a lord Lothian che “Germania, Inghilterra, Francia, Italia, America e Scandinavia … debbono raggiungere un accordo di qualche tipo mirante ad impedire che i rispettivi cittadini o sudditi contribuiscano all’industrializzazione di paesi come la Cina e l’India. E’ suicida promuovere la costituzione di industrie manifatturiere nei paesi agricoli dell’Asia” (in “Lord Lothian” di James R.M. Butler).
Lothian e Hitler s’incontrarono di nuovo nel maggio 1937 per concordare il piano della conquista nazista dell’Europa orientale. Quella stessa estate fu fondato all’Università di Oxford il Consiglio Mondiale delle Chiese, secondo uno schema messo a punto da lord Lothian e altri esponenti della Tavola Rotonda (Round Table). A presiedere la Conferenza del Consiglio fu chiamato il Cancelliere di Oxford, il ministro degli esteri britannico lord Halifax, che si occupava delle operazioni di sostegno britannico al regime di Hitler. Il nuovo Consiglio delle Chiese pubblicò un appello a favore di un governo mondialista con un articolo introduttivo di lord Lothian intitolato “L’influsso demoniaco della sovranità nazionale”.

Fu questa stessa “teologia” satanica imperialista che il principe Filippo d’Edimburgo successivamente esportò nelle chiese e nel mondo politico degli USA, sulla scia delle operazioni condotte dai lord Lothian eHalifax che si avvicendarono nella carica di ambasciatore inglese a Washington, dal 1938 al 1940 e dal 1940 al 1945.
Alla fine della seconda guerra mondiale gli inglesi sfornarono la politica hitleriana dell’eugenetica contro l’industrializzazione dei paesi poveri, ammantandola di razionalizzazioni “ecologiste”. Per questo si servirono di Julian Huxley, Teilard de Chardin e di altri luminari malthusiani. Nonostante ciò, anche dopo il lavaggio di cervello della “controcultura” degli anni Sessanta, la sostanza della svolta anti-industriale riusciva decisamente indigesta alla stragrande maggioranza della popolazione americana. Per costringerla a superare tale riluttanza fu essenziale il ruolo del governo britannico della Thatcher tra il 1979 ed il 1990.
Mentre la Thatcher impose la politica delle privatizzazioni e deregolamentazioni selvagge messa a punto dalla Mont Pelerin Society, dall’altra sponda dell’Atlantico ci furono forze che seppero esaltare le sue affinità conservatrici con il presidente Ronald Reagan conferendole persino un’aura da scienziato perché aveva una laurea in chimica.
In quel periodo il principe Filippo, fondatore del WWF, manovrava per fare della riduzione demografica il tema centrale degli affari mondiali. Per questo promosse la carriera politica di Crispin Tickell, ambasciatore inglese alle Nazioni Unite tra il 1987 e il 1990. Tickell indusse la Thatcher ad adottare la truffa del riscaldamento globale, o imposture analoghe, come il “buco dell’ozono”. I discorsi della lady di ferro su questi argomenti furono scritti da Tickell. Parlando alla Royal Society il 27 settembre 1988 la Thatcher affermò:
“Da generazioni si ritiene che gli sforzi dell’umanità possano mantenere stabile l’equilibrio fondamentale dei sistemi mondiali e dell’atmosfera. Ma è possibile che con tutti questi enormi cambiamenti (popolazione, agricoltura, impiego dei carburanti fossili) concentrati in un periodo di tempo così breve, abbiamo involontariamente iniziato un esperimento enorme con il sistema del pianeta stesso.
“Recentemente, tre cambiamenti della chimica atmosferica sono diventati preoccupazione comune. Il primo è l’aumento dei gas serra, biossido di carbonio, metano e clorofluorocarburi, che ha indotto alcuni a temere che si stia creando una trappola di riscaldamento globale che potrebbe condurre all’instabilità climatica … E la metà del carbonio emesso dall’epoca della Rivoluzione Industriale rimane nell’atmosfera. C’è un ampio programma di ricerca condotto dai nostri uffici meteorologici … per lo studio dei cambiamenti climatici…”

La Thatcher decise il finanziamento dello studio del riscaldamento globale condotto dall’Ufficio Meteorologico Britannico diretto dal docente di Oxford John Houghton, un “cristiano evangelico” in perfetta sintonia con lord Lothian.
Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC), presieduto da John Houghton per le valutazioni scientifiche fu costituito nel 1988. La Thatcher costituì il Centro Hadley per le previsioni climatiche e la ricerca in seno all’ufficio meteorologico di John Houghton nel 1990. Il rapporto dell’IPCC, stilato sotto la direzione di Houghton è alla base degli argomenti di Al Gore e degli altri portavoce del riscaldamento globale.
La regina Elisabetta II ha insignito Houghton del titolo di cavaliere nel 1991. Da allora, sir Houghton si è posizionato come leader dei fondamentalisti religiosi che negli Stati Uniti promuovono la frode del riscaldamento globale sulla scia della “cura del creato” predicata dal principe Filippo d’Edimburgo.
Il principe Filippo, fondatore del WWF, pronunciò nel 1990 un discorso intitolato “Crisi demografica” in cui disse tra l’altro: “Dovrebbe essere ormai ovvio che è indesiderabile un’ulteriore crescita demografica in qualsiasi paese… Non riesco a capacitarmi di come si possa ancora sostenere che c’è spazio a sufficienza per la popolazione attuale e ancora di più su questo pianeta … Con l’assottigliarsi delle risorse e la qualità dell’ambiente che continua a peggiorare, c’è sempre più gente destinata a vivere in povertà e nel disagio. La cosa migliore per limitare l’aumento delle persone sarebbe riuscire a stabilizzare la demografia mondiale”.
“Il nostro pianeta va incontro ad una crisi ecologica … provocata dal genio scientifico e tecnologico umano. L’esplosione demografica, sostenuta dalla scienza e dalla tecnologia … consuma … le risorse … e, soprattutto, condanna all’estinzione migliaia di organismi che vivono con noi”.
Il 26 aprile 1991 il principe Filippo presenziò al discorso annuale che sir Crispin Tickell pronunciò nella Cappella di San Giorgio del castello di Windsor, il luogo di culto della famiglia reale, in cui sir Crispin criticò l’idea del mondo cristiana che si fonda sulla convinzione che “il mondo sia stato creato per l’umanità e che con l’autorità divina – e presumibilmente la cooperazione – possiamo governarlo come vogliamo … Dio ha creato il mondo ed ha dato all’uomo il dominio su di esso come scritto nel Genesi. … L’idea del dominio è ancora vigente. Ci lusinghiamo del fatto che l’uomo sia creato ad immagine e somiglianza di Dio (sebbene sia più plausibile sostenere che Dio sia creato a immagine e somiglianza dell’uomo)”.
Tickell si è particolarmente soffermato sul paradigma per comprendere i rapporti della vita umana con i cambiamenti climatici. Ha anche elogiato Thomas Malthus ed ha affermato che “l’aumento demografico” è la causa principale della “sofferenza della natura … Se questo aumento non sarà posto sotto controllo e quindi rovesciato, tutti gli sforzi per ripristinare la stabilità del nostro ambiente saranno invano … Non si può in alcun modo prospettare un aumento dei livelli di vita in tutto il mondo pari a quelli dei paesi industriali. In tal caso, questa capacità portante della terra sarebbe intorno ai 2,5 miliardi di persone”.
Nel 1990 sir Crispin Tickell ottenne la presidenza del Climate Institute che ha sede a Washington. Avvalendosi della copertura americana di tale entità nel 1991 e 1992 sir Crispin “organizzò dei briefing per i capi di stato e ministri di 22 nazioni e contribuì a gettare le basi per la firma della Convenzione sul Cambiamento Climatico a Rio de Janeiro nel giugno 1992”, si legge sul sito web del Climate Institute.
Con Crispin Tickell all’ONU e poi al Climate Institute, il “thatcherismo verde” bombardò la nuova amministrazione di Bush padre con i dogmi climatici. Sebbene Bush senior si mosse in quella direzione, il senatore Al Gore si mise in cattedra per deprecare il fatto che i passi compiuti non erano sufficienti e continuò a spronare la svolta ecologista del suo paese.
Nel 1992 Al Gore pubblicò il suo libro “Earth in the Balance: Ecology and the Human Spirit” in cui riproponeva la furiosa campagna del governo britannico contro i paesi inadatti allo sviluppo ai quali il principe Filippo chiedeva insistentemente di ridurre la propria popolazione.
Gore arrivò ad affermare che la minaccia nucleare che aveva caratterizzato gli anni della Guerra Fredda fosse stata sostituita “dalla natura strategica della minaccia che ora la civiltà umana pone all’ambiente globale e dalla natura strategica posta alla civiltà dai cambiamenti nell’ambiente globale”. Chiese ai leader mondiali di non lasciarsi distrarre dall’intraprendere questo nuovo corso anche se questo avrebbe lasciato “milioni di persone … a soffrire nella povertà e a morire di stenti, guerre, e malattie”.

Il presente articolo è tratto da uno studio di intelligence redatto nel maggio 1991 per l’EIR dal giornalista Mark Burdman, scomparso l’8 luglio 2004.

https://www.movisol.org/07news044.htm

Sullo stesso argomento:

1. Gore denunciato a Washington e in Canada

2. Esplode l’indignazione internazionale per la truffa di Al Gore

3. La vera bandiera di Al Gore e il suo tour europeo

4. LaRouche denuncia la frode ambientalista di Al Gore

5. I veri dati sul biossido di carbonio ignorati da Al Gore

7. Il razzismo di Al Gore