SE POTESSI AVERE UNA BACCHETTA MAGICA

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di Daniela Giuffrida

Quando da piccina mi chiedevano cosa avessi voluto fare da grande, io seria rispondevo: “la fata, avrei una bacchetta magica e farei in modo che tutti stessero bene, niente ingiustizie, niente piú sofferenze per nessuno”.
Oggi quella bacchetta fatata potrebbe essermi utile per far sparire la mia isola dal Mediterraneo e farla riapparire su un pianeta di un’altra galassia…
Farei sparire tutto ciò che non ci appartiene e così niente più ingerenze politiche di italici “stranieri” opportunisti e guerrafondai, niente presenze sicule ostili, mafiose e finto-buoniste: niente più soprusi sulla mia gente, su quella “innocente”…
Sarebbe solo la mia terra, generosa e gentile, il mio mare calmo, il mio cielo pulito e lei, la mia gente, finalmente serena.
Se avessi la mia bacchetta fatata i nostri ragazzi tornerebbero a casa e ci sarebbe cibo e lavoro per tutti, i “nostri figli”… tornerebbero a casa e tutto sarebbe perfetto…
Ma niente magie, nessuno mi ha mai regalato quella bacchetta.
Ho trascorso anni a cercare fra i legnetti lasciati dal mare lungo la costa, fra quelli che il vento ha strappato ai castagni della mia montagna: talvolta ho pensato di averla trovata, ma mi sono sempre sbagliata… sempre?