RIVISITAZIONE DELLA FIGURA E DEL PENSIERO DI “PIO LA TORRE” IN CHIAVE ECOSOCIALE

La consueta retorica sui temi di mafia, dei politici e dell’informazione tutta, ha finito per relegare la figura di Pio La Torre al ruolo di icona dell’antimafia.

Pio La Torre è stato in realtà un gigante della politica, un uomo di grande intelligenza e con una visione chiara rispetto la condizione geopolitica della Sicilia. Un grande democratico, alla ricerca spasmodica di una base popolare da contrapporre ai disegni politici oligarchici e centralisti. La sua attenzione era rivolta inizialmente al movimento contadino, che ha denunciato essere stato represso con la politica del blocco agrario seguita alla strage di Portella delle Ginestre. Con grande ostinazione la base popolare riesce finalmente a trovarla e ad organizzarla con le marce e le manifestazioni pacifiste.

Le battaglie pacifiste di Pio La Torre, un patrimonio da non disperdere:
COMISO 11/10/81 (30.000 partecipanti) – PALERMO 29/11/81 (50.000) – COMISO 04/04/82 (100.000)

Un video per rivivere l’atmosfera e lo spirito della contestazione di quei giorni…

Comiso terra di pace – 11 ottobre 1981

LA MAFIA e l’approccio eco-sociale per debellarla.

La legge “Rognoni – La Torre” che è stata pubblicata dopo l’uccisione di La Torre, è diventata simbolo di una antimafia a trazione repressiva. Ma, come testimoniano i documenti di trent’anni di battaglie, le sue idee e strategie per debellare il problema della mafia andavano in direzione opposta e cioè nel credere di poter arrivare ad una effettiva democrazia. Egli ha ripetutamente affermato che l’unica strada percorribile per la Sicilia, ma anche per l’Italia, per vincere la mafia, è quella di dare applicazione allo statuto e quindi arrivare ad una autonomia legittima per il popolo siciliano.

“Ma a proposito di degenerazione della Regione, di clientelismo, corruzione, eccetera, occorre dire che la degenerazione della Regione è avvenuta e avviene anche perché non si è attuata l’Autonomia, non si sono attuati i principi dello statuto, vi è stato uno svuotamento dei poteri della Regione. Tutti coloro che si opponevano alla Costituzione hanno lavorato per far fallire la Regione siciliana fin dall’inizio. Si è costretta la Regione a costruire una doppia burocrazia parallela a quella dello Stato….. Ciò spiega come nasce il parassitismo, lo spreco e il personale raccogliticcio”.

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