“PENSIERI ECONOMICI”

di Massimo Costa

Se vogliamo criticare la politica finanziaria italiana facciamolo pure.
Non sono certo io a difendere questo o quel provvedimento. Ce ne sono molti che mi lasciano assai perplesso.
Però mi rifiuto di farlo dal punto di vista piddino, che è stato semplicemente fallimentare. Anche perché poggia su una base retorica evidente. Lo volete dimostrato?
Ecco qua. Se si fa una politica che fa aumentare i tassi d’interesse (capita), allora strepitano dicendo che non si potranno più comprare le case o le auto, perché le banche chiederanno il millanta per cento. E creano aspettative di caos, confusione, etc.
Se si fa una politica esattamente opposta (anche questo capita), allora strepitano dicendo che i vostri risparmi diventeranno carta straccia (come se la politica deflativa di oggi garantisse chissà quali risultati). Frugheremmo nell’immondizia (ma non succede già ora e così pure in Grecia?), e cose del genere.
Insomma, qualunque politica si faccia che non sia quella dettata dai ministri dell’economia tedeschi e francesi, … sciagura…. In qualunque direzione si vada si mettono ora dalla parte del creditore (a loro molto cara), ora dalla parte del debitore, per fare sempre e comunque terrorismo.
E se invece funzionasse?
Il rapporto Debito/PIL non ha alcuna base scientifica, si sa. Ma facciamo finta che lo abbia.

A scuola ci hanno insegnato (più o meno a tutti) le frazioni. Ve le ricordate? Il numeratore sopra, il denominatore sotto. Ora, questa benedetta frazione (detto in anglo-latino, i “ratios” sono molto più fighi) a quanto pare deve scendere, se no …. peste ci colga.
E che fare per fare scendere questa frazione? I Cottarelli si accaniscono sul numeratore. Giù con tagli e tasse senza pietà, per ripagare il debito.
A questo punto il numeratore scende, ma … magia, queste politiche fanno scendere ancora di più il denominatore. Perché? Perché se io tolgo soldi dalla circolazione… ammazzo l’economia, e il PIL (a denominatore) scende.
A parte il dolore che fa…. (disoccupazione, povertà, servizi pubblici fatiscenti, mancanza di investimenti), ricordate (scuola media) che cosa succede a una frazione se diminuisce il denominatore? Ce lo ricordiamo? Se diminuisce il denominatore la frazione… sale. 1/3 è di più di 1/4 no? Quindi, le politiche di Cottarelli, alla fine, fanno salire ancora di più il rapporto tra Debito e Pil. E quindi? Altri tagli e altre tasse, all’infinito, fino alla morte del paziente.
Non è detto il contrario (e questa è la mia perplessità sul governo attuale). Cioè non è detto che aumentando il debito (numeratore), se questo non è speso bene, aumenti il denominatore (prodotto nazionale) in modo alla fine da fare ridurre il rapporto. Non è detto, ma potrebbe accadere. E la scommessa del governo è proprio questa. Ci sono dei punti di debolezza e di rischio in questa scommessa, ma certamente la strada inversa è peggiore.Questo, per onestà intellettuale, lo dovevo dire.
Ultimo appunto sulla manovra finanziaria del Governo italiano.
Ho quasi 52 anni, e da Giovanni Leone a Sergio Mattarella di Presidenti ne ho visti tanti.
Non ricordo MAI un Presidente che sia entrato nel merito delle politiche finanziarie (nemmeno Napolitano, il che è quanto dire).
Si può dire o è vilipendio al capo dello stato?

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