La questione migratoria come arma di ricatto verso i paesi del sud Europa.

di Giacomo Sferlazzo – Collettivo Askavusa Lampedusa

La Libia è nel caos perché è questo che vogliono gli speculatori internazionali a partire dalle multinazionali del petrolio.

La Francia spinge affinché le imprese italiane vengano fatte fuori. Il rapporto privilegiato che l’Italia e la Libia avevano costruito a partire dal colpo di Stato di Gheddafi è stato osteggiato in tutti i modi dall’imperialismo a guida Stati Uniti. Le prime cose che fece Gheddafi dopo la presa del potere furono: cacciare le forze militari straniere che avevano due importanti basi in Libia (Inglesi e americani) e nazionalizzare il petrolio.

Per anni la questione migratoria fu usata per spezzare il rapporto economico tra Libia e Italia (rapporto instaurato dentro un quadro globale capitalista) e ridurre a “Dittatore cattivissimo” Gheddafi, che aveva avviato un processo di autonomia del popolo libico e stava facendo lo stesso con l’Unione Africana avviando la realizzazione di una moneta e di banche africane. Gheddafi che aveva messo in dubbio l’ONU e il suo funzionamento proponendone una radicale riforma.

Oggi con la Libia nuovamente nel caos per gli stessi interessi (controllo militare del mediterraneo, petrolio, acqua, controllo del mercato libico) la questione delle migrazioni verrà usata nuovamente come arma di ricatto da parte della Francia principalmente, in sostanza se l’Italia non porta fuori le sue aziende dalla Libia vedremo un’altra grande ondata di persone dirigersi verso l’Italia. con tutta la propaganda e la retorica dell’italietta (da entrambe le parti).

Ora il punto è sempre lo stesso il problema siamo noi, è il nostro modello economico e politico che non funziona e che crea solo una minoranza di ricchi e una grande massa di poveri, per fare ciò si sta avvelenando il pianeta, inquinandolo e rendendolo un grande campo di guerra. La migrazione di masse enormi di persone sono una conseguenza di questo processo e spesso diventano arma di ricatto verso i paesi del sud Europa (in questa fase storica).

Bisogna cambiare radicalmente sistema economico e politico, nell’immediato bisogna parlare di regolarizzare i viaggi per evitare che le persone vengano non solo private della loro libertà e dignità ma usate per provocare crisi ed emergenze.

Quelle per i diritti dei migranti e dei nostri diritti non sono due battaglie diverse.