L’ITALIA DEL NORD SI ARRICCHISCE SACCHEGGIANDO IL SUD

Traduzione dell’intervista a Francesco Calogero Marsala (Presidente Associazione Culturale Sicilia-Catalunya) per la rivista inDirecta

Autore dell’intervista Alex Romaguera @Alex Romaguera

· Puoi fare un breve riassunto della tua biografia e carriera personale?
Il mio nome è Francesco Calogero Marsala, per gli amici e conoscenti semplicemente Franco, (da non confondere). La mia vita politica non ha mai avuto tesseramenti politici tradizionali, solo da 2002 mi sono avvicinato al Fronte Nazionale Siciliano Sicilia Indipendente, fondato da Giuseppe Pippo Scianò.
Grazie alle sporadica e poi sempre più spesso frequentazione e ai grandi e preziosi insegnamenti di Pippo, capisco tante, tantissime cose che avevo ignorato a causa della cultura tradizionale e statalista che dal 1860, cioè dall’Unità di Italia ha cercato di “cancellare “ sia come identità, sia come cultura, sia come vera Storia oltre al saccheggio economico del Regno di Sicilia e Napoli, le due Sicilie, per sfamare la sete massonica e dei servi della massoneria per i mercati navali e commerciali del mediterraneo arricchendo il Nord e saccheggiando il Sud.

· Quando vieni coinvolto nel movimento per l’indipendenza? È una tradizione di famiglia, per qualsiasi esperienza personale o sociale?

No la famiglia non ha fatto altro che insegnarmi i valori importanti dell’educazione del rispetto e della libertà.

· Quali sono gli impatti dello Stato italiano in Sicilia?
Solo ed esclusivamente, come ho detto prima di ritenerla COLONIA in tutti i sensi, Economica e sociale, privandoci anche grazie a tanti asserviti e prezzolati ASCARI la condizione attuale, giovani che prima , nel dopo guerra della seconda guerra mondiale, scappavano imbarcandosi per le Americhe o andando a lavorare nelle miniere belghe, francesi o in germania, ghettizzati nelle baracche .

· Vi sono anche impatti ambientali e militari, come in Sardegna (basi militari, distruzione della costa, pressione turistica). Cosa vorresti evidenziare?

Lo scempio ambientale non risparmia la nostra Sicilia. Lo sfruttamento delle risorse petrolifere e i giacimenti di gas naturale hanno devastato la costa e non solo dell’intera isola, specialmente quella che va da Gela a Priolo, lasciando scorie, leucemie e inquinamento.

· In che misura la mafia è stata una strategia dello Stato italiano per stigmatizzare, controllare e criminalizzare il movimento indipendentista siciliano?
Non è stata la mafia a controllare il movimento indipendentista siciliano, nato nel dopoguerra con a capo Finocchiaro Aprile, potentissimo e numericamente superiore a tutte le altre forze, bensì la mafia del potere politico, altro, forse in concorso di colpa ma fu la politica che ricattò Finocchiaro Aprile affinche non si presentasse alle elezioni politiche, concedendo a priori la libertà di moltissimi giovani indipendentisti in prigione.

· Siciliani Liberi ha presentato un progetto integrale denominato “Zona Económica Speciale”. Cos’è?
La “Zona Economica Speciale” o “Free Zone” è definita come area di uno Stato in cui vigono norme fiscali, doganali e in genere, inerenti la materia economica e commerciale, diverse che nel resto dello Stato.
Esse sono in genere istituite in aree marginali o periferiche, perché hanno la capacità di attrarre investimenti, creare nuovi posti di lavoro, favorire l’insediamento di importanti infrastrutture, ambienti competitivi e alta tecnologia. Essa è tecnicamente fattibile, giuridicamente legittima (anche nel vigente ordinamento europeo), economicamente conveniente, anzi indispensabile per una Sicilia oggi boccheggiante.
Per i punti fondamentali del progetto potete leggere qui:

Fai clic per accedere a ZES2.pdf


Ma in sintesi estrema possiamo riassumere in:

1. Fiscalità di vantaggio con massimali sulle imposte dirette e indirette;

2. Moneta complementare;

3. Zona franca ed esenzioni doganali;

4. Totale devoluzione delle risorse fiscali alla Sicilia ma anche delle competenze amministrative;

5. Abolizione della burocrazia regionale e del regime vessatorio delle autorizzazioni;

6. Favore per le imprese ad alta tecnologia, le infrastrutture di trasporto, gli insediamenti produttivi e i redditi da pensioni dall’estero;

7. Tutela del prodotto agricolo ed agro-alimentare siciliano;

8. Blindatura istituzionale dei diritti della Sicilia nei confronti dello Stato italiano e dell’Unione europea.

· Quali somiglianze trovi tra la Sicilia e la Catalogna?
Molte sono le somiglianze che accomunano una storica presenza in Sicilia dei Catalani circa 450 anni.
Lingua, cultura, monumenti, cucina, ma la cosa oggi che ci accomuna più di tutte è la lotta per l’Indipendenza, con realta storiche ambientali economiche molto diverse, ma con la stessa medesima radice. L’Indipendenza!

· L’indipendenza deve essere utilizzata per combattere l’offensiva neoliberale e le interferenze straniere (MUOS di Niscemi, ad esempio)? La Sicilia può essere autosufficiente sotto tutti gli aspetti (moneta, energia …)? Quale nuovo sistema di produzione deve essere implementato?
Tutto quanto strumentalizza e riduce all’asservimento coloniale un popolo, si chiama schiavitù .

Militare/
Economica/
Culturale
/Alimentare

Come non mai e come impensabile ed incomprensibile, il nostro “contributo” in tasse allo stato italiano ci ha ridotto a essere incapaci di investire in Istruzione, scuole e Università, quindi in ricerca, in Sanità, in Infrastrutture, strade autostrade, porti ecc.
Le nostre risorse vengono “assorbite” per “OSMOSI” da Roma e distratte in altrettante attività tranne che a quelle per la reale risoluzione della Questione Siciliana.
Una classe politita interessata ad altro ,non ai reali problemi della Sicilia e dei Siciliani .
I nostri figli, lauretati da anni non trovano occupazione, collocazione lavorativa e sono costretti a “scappare “ pur di sopravvivere . Una crisi che appesantisce sempre di più in maniera cancrenosa la galoppante sete di lavoro e reddito onesto.

· In Catalogna c’è un movimento importante favorevole alla disobbedienza civile non violenta. Pensi che possa essere un riferimento da imitare?
Ho avuto la grande fortuna di frequentare la Catalunya e di conoscere anche i Leader dell’Indipendenza Catalana Da Junqeras a Puigdemont, da Anna Gabriel e altri .
Ho avuto il privilegio di essere presente il 9N come osservatore per la Sicilia, così come 1-O ,in qualità di Visitatore/Osservatore accreditato dalla Generalità Catalana per il Movimento politico “Siciliani Liberi” che ho avuto il piacere e l’onore di rappesentare. Ho sempre ammirato il Popolo Catalano perchè sono riusciti in poco più di dieci anni con la loro presa di coscienza a portare a termine, il Sogno Indipendentista.
Così come, con i miei carissimi amici Catalani ,abbiamo fatto tutti i ragionamenti, possibili per il vero raggiungimento dell’Indipendenza e sapevamo che sarebbe stato un viaggio difficile, ma il Popolo c’è, questo è quello che conta.

· Cosa può imparare la Catalogna dal movimento indipendentista siciliano?
Le esperienze condivise, così come la capacità di creare la meravigliosa coalizione di JxS ci aiuta. Noi oggi offriamo ai Catalani che oltre ad avere lo Stato avverso abbiamo avuto anche la Mafia che ha fortemente condizionato il processo sociale e politico in Sicilia. Le vittime di Mafia, non c’è bisogno che ve li elenchi, sono tante troppe e fanno sempre paura. Dobbiamo camminare sulle idee di Libertà e di Giustizia sociale. Questo è l’obbiettivo!

· Proponi qualche referendum popolare?
Si ,non appena avrò il modo e l’opportunità, proporrò che si crei un PanCongresso di tutte le Vere forze Indipendentiste Siciliane per una visione comune con un programma comune.

· I movimenti sociali e i giovani vengono coinvolti nelle tue richieste?
Già in Siciliani Liberi ci sono dei Gruppi di Giovani ben organizzati, anche nelle Università, saranno e sono la Nostra Forza e la Nostra Speranza per un futuro degno.

· I popoli del Mediterraneo possono essere il laboratorio per la democrazia, per il rispetto dei diritti fondamentali di un popolo che lotta per la sua giustizia sociale e la solidarietà nell’Europa meridionale e in tutta l’UE?

Gli Stati senza Stato hanno dato presenza e solidarietà a chi ha manifestato e manifesta “aiuto”.
Certamente, il fatto che organizzazioni indipendentiste siano in contatto in Europa e non solo, permettano di fare passare il vero messaggio ai grandi d’Europa che hanno messo insieme popoloazioni libere e diversi tra loro. Il tempo ha fatto si che si risvegliasse il loro diverso sentire ed essere, il non appartenere, la loro identità .
Il diritto reale per la lotta democratica per l’AUTODETERMINAZIONE.

· Sei ottimista riguardo al prossimo ciclo politico? Quali sono le priorità
?

Riguardo alla Catalunya, dicevo che era difficoltoso, ma oramai siamo al punto del non ritorno, nel senso che il mondo non si limita più a guardare ma partecipa, questa è una vera forza.
Per quanto riguarda la Sicilia, credo che siamo sulla buona strada, siamo usciti dall’anonimato, esiste un processo di formazione delle coscienze e stiamo puntando su questo.

· Personalmente, hai qualche progetto o iniziativa in prospettiva?
Sono convinto che il Movimento Indipendentista di Siciliani Liberi, che presto si trasformera in Partito Politico (il 27.05.2018 questo passaggio è avvenuto) offra una reale alternativa Politica alla SICILIA.