UN SICILIANO IN ESILIO CHE SOGNA L’ISOLA CHE NON C’E’ di Francesco Li Vigni

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Come tutti gli anni, l’atteso ritorno estivo in Sicilia, rappresenta il ristoro, mentale e fisico, dopo un anno di lavoro a Milano.
Anche quest’anno pranzi e cene con ciò che solo l’enogastronomia Siciliana può dare, e durante questi conviviali con gli amici di tanto si è parlato, di politica, di eventi culturali, della situazione socio-economica dei nostri territori, e alla fine questi commenti si concludevano all’unanimita’ con l’affermazione che bisogna scappare dall’Italia.
Questa affermazione poi continuava con una elencazione di quelle nazioni, che potessero essere meta, meritevole, dei desiderata di ognuno di loro.
E nel proferire i vantaggi di quella nazione rispetto ad un’altra, i miei invitati rimanevano basiti dei miei desiderata, che erano fuori dal coro e rivolti esclusivamente nei confronti di un Isola che non c’è, le cui bellezze, ricchezze tutti quanti conosciamo, ma tutti i miei invitati finora avevano subordinato alla nazione Italia dalla quale vogliono fuggire.
E in quel contesto, io dicevo provate a pensare ad una nazione con le stesse bellezze, con la stessa storia, con le stesse ricchezze, con lo stesso clima, se questa fosse una nazione che scegliereste come meta per raggiungere i vostri desiderata?.
Tutti convenivano che questa nazione rappresentava l’Eden da tutti cercato.
E allora io affermavo, togliete l’Italia dalla Sicilia e mettete l’entusiasmo e la voglia di intraprendere disposti a spendere altrove, qui a casa Vostra e vedrete che non serve a nulla cercare quell’isola che non c’è, perché il mito lo avete a casa Vostra e se nella storia millenaria della Sicilia, qui tutti i popoli Mediterranei e non solo, hanno trovato la terra dove si concretizzava il mito cercato, continuavo ad affermare di raddrizzare i punti di vista, di depurare le proprie menti di tutti quei luoghi comuni che la nazione Italia ci ha ingiustamente affibbiato ed iniziare ad essere padroni del proprio destino a casa propria e non nell’isola che non c’è.

La foto dell’Articolo è di un opera di Laura Tomaselli