L’EUROPA È MORTA. VIVA L’EUROPA DEI POPOLI. Di Massimiliano Vertillo

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L’Europa è morta. Viva l’Europa dei popoli.

La piccola Albania da una lezione alla “grande” Europa della tecnocrazia e della finanza, l’Europa della Francia colonialista in Africa, l’Europa dei muri di Orban, l’Europa dell’euro tedesco, l’Europa della Spagna (con governo di “sinistra”, ammirato e preso ad esempio in Italia dalla “sinistra”… carusi, siete confusi).
Il popolo della piccola Albania 25 anni fa emigrava in massa in Italia (foto), esattamente come gli africani oggi. E oggi, avendo un’economia in crescita, ha la maturità di popolo di dare un contributo reale all’Italia, da cui ha tanto ricevuto.

Ciò è l’aspetto unicamente positivo della faccenda della Diciotti, il resto è una pagina davvero da dimenticare, tra passerelle ipocrite di chi è concausa di una situazione complicatissima che deve risolversi in Europa, a partire dal famigerato Trattato di Dublino (sottoscritto anche dalla Lega durante il Governo Berlusconi). Passerelle di chi viene in Sicilia solo a farsi propaganda e mai per un attestato di solidarietà quando abbiamo disastri o per risolvere i nostri problemi, ormai, secolari.

La Sicilia e Catania, nel caso particolare, sono l’espressione geografica di faglie continentali che si intersecano proprio qui, nel cuore mediterraneo, faglie geopolitiche di Asia, Europa ed Africa che si fondono o si scontrano con terremoti e vulcani. La stessa cosa si ripete con l’umanità da millenni, non a caso siamo crocevia di popoli e culture. La Storia passa ancora una volta da qui, ma in questo tempo ci passa sopra le teste e non da protagonisti. Perchè abbiamo dimenticato, noi siciliani in primo luogo, che siamo il cuore del Mediterraneo, sempre!
La Storia continuerà a passarci sopra le teste affidandoci al salvatore della patria di turno, culturalmente lontano e semanticamente conflittuale con la cultura siciliana.

L’Europa è morta. Ma i popoli sono vivi ed è da qui che bisogna rifondare.