“IDEOLOGIA VERDE IN 12 PUNTI” Estratto dal libro Ideologia Verde di Vincenzo Cucinotta

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Riporto qui di seguito i punti che ritengo debbano costituire l’ossatura di una nuova ideologia, l’ideologia verde, così come li scrissi nel libro. E’ evidente che tale formulazione è ben lungi dall’essere ottimale, tanto che perfino io stesso ne riconosco limiti anche legati al tempo in cui scrissi questa parte del libro. E’ tuttavia altrettanto evidente che l’unico modo di migliorare questa formulazione è lavorarci su, e ciò richiede una formulazione iniziale, una sorta di bozza da sottoporre alle più svariate modifiche.
Riassumo qui sinteticamente i postulati fondamentali di tale ideologia, già tratteggiati lungo il testo:

1. L’uomo è innanzitutto un essere biologico

2. E’ una pura finzione linguistica considerare corpo e anima come due entità separate: essi sono solo due differenti aspetti di un’unica indivisibile entità “uomo”

3. Il linguaggio è solo una forma di vita

4. Dobbiamo accettare i nostri limiti appunto biologici e il fatto
che in fondo viviamo in un mondo che, proprio perché non creato da noi stessi, risulta in fondo misterioso

5. Dobbiamo vivere in armonia con la natura, e l’antropizzazione che inevitabilmente discende dalla cultura e dalla tecnologia deve essere compatibile e sostenibile, cioè non deve introdurre variazioni nell’ambiente tali da comprometterne gli equilibri fondamentali in maniera significativa

6. Ipotizzare che il mondo sia popolato di esseri liberi e razionali chiamati uomini è privo di qualsiasi fondamento

7. La libertà individuale è filosoficamente pressoché insostenibile, e l’uomo è essenzialmente un essere conformista, a cui la necessità di scegliere genera mediamente angoscia

8. Sostenere che gli uomini sono eguali genera soltanto malintesi, perché, nello sforzo di ricordarci la comune appartenenza alla specie umana, tende inevitabilmente a sottostimare le differenze individuali

9. Delle tre parole d’ordine della rivoluzione francese, in realtà basta sostenerne una soltanto, quella tra l’altro più negletta, la fraternità, che ben esprime la similarità tra appartenenti alla stessa specie e la solidarietà di fondo che deve esistere tra gli uomini, senza indurre nel contempo a minimizzare le differenze individuali

10. Avere desideri, intesi come l’aspetto sperimentabile dei nostri bisogni, è un aspetto assolutamente fisiologico del modo di essere degli esseri biologici, e pertanto non comporta di per sé la necessità del loro soddisfacimento. Conseguentemente, il perseguire il sogno di una società privata dei bisogni, comune alle teorie capitaliste,
socialiste ed anarchiche, va considerato come un tragico errore

11. Assumere che il fine fondamentale che una società debba perseguire sia il massimo prolungamento della vita umana è privo di qualsiasi fondamento: è soltanto la traduzione dell’istinto di sopravvivenza individuale in norme collettive, a volte, paradossalmente, contro la volontà individuale consapevolmente espressa

12. E’ necessario definire quali siano gli interessi collettivi, senza confonderli con gli interessi individuali numericamente prevalenti, come invece è implicito nel principio politico del consenso maggioritario.

Una volta assunto e stabilito che l’uomo, piuttosto che un essere razionale, è un essere biologico, ne discende necessariamente che la costruzione, di un’organizzazione socio-politica, lungi dall’essere un processo spontaneo, richiede disciplina e un certo numero di regole che ne assicurino il loro rispetto. Le regole quindi non sono un ostacolo che la storia ha frapposto tra me e il raggiungimento
della mia libertà, ma la premessa stessa dell’esistenza
di un consorzio civile. L’ethos, inteso come quelle regole di comportamento introiettate in ciascun individuo a modificare certi comportamenti spontanei, costituisce appunto il presupposto dell’esistenza di qualsiasi forma di cultura, cioè di tutto quello che si aggiunge alla nostra biologicità.