IL PENSIERO DI GHANDI E LA SICILIA DI OGGI

AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI

Indipendenza e Diritto all’autodeterminazione dei popoli

Il pensiero politico di Gandhi e la sua attualità.
Mahatma Gandhi è conosciuto mondialmente per il forte contributo dato al raggiungimento dell’indipendenza dell’India, e per l’applicazione del “Satyagraha”, il metodo di lotta basato sulla non violenza e la disobbedienza civile.
Gandhi fu anche un filosofo e un ideologo politico, le cui idee meritano particolare attenzione. Il suo ideale, il suo sogno era la costruzione di un mondo basato sulla fratellanza e sulla pace, dove ogni popolo avrebbe avuto diritto all’autodeterminazione.

Oggi, nel contesto socio politico economico che si è venuto a creare con potentati economici monopolistici, la stessa idea di sganciarsi dall’ imperialismo prende sempre più piede in seno ai popoli.

Anche in Sicilia, terra tra le più ricche al mondo, trattata da colonia, si sta risvegliando una volontà all’autodeterminazione. E si è trovato in alcuni movimenti una forza popolare non violenta che può ricalcare i metodi del Mahatma Gandhi per dare ai siciliani la libertà.  Ricordiamo la manifestazione del “30 Marzo anniversario del Vespro” organizzata dal collettivo “Antudo”, le iniziative a sostegno del referendum e le tante denunce  di “Siciliani Liberi”, le grandi battaglie del “movimento No Muos” con le “Mamme NoMuos” in testa, la ribellione dei sindaci agrigentini alla malagestione di Sicilacque SpA, Don Palmiro Prisutto che parla di strage di Stato e olocausto industriale, la sorprendente risposta al referendum sulle trivellazioni della città di Sciacca, ecc…

Gandhi combatteva l’imperialismo, e si faceva portatore della valorizzazione culturale, nazionale e  identitaria dei diversi popoli che compongono la Terra.
Il diritto ad autodeterminarsi è il diritto ad avere un mondo migliore, altruistico, universale, non individuale o egoistico e non ha nulla a che fare con il nazionalismo con cui semplicisticamente si strumentalizza il diritto ad autodeterminarsi di un popolo.

I movimenti siciliani hanno riscoperto lo “Statuto Speciale”  che è parte della Costituzione Italiana come strumento per la rivendicazione dei propri diritti ed hanno potuto constatare che è stato sempre tradito dalle politiche centraliste dei governi di Roma.

E’ da respingere come semplicistica e sbagliata la tesi secondo cui i mali di cui soffre la Sicilia derivino dall’Autonomia regionale, come i media continuano a divulgare.
Al contrario, questi mali derivano dalle limitazioni che all’Autonomia sono state imposte dai gruppi dirigenti nazionali, soprattutto dalla non applicazione degli articoli dell’autonomia finanziaria.   Questi gruppi hanno inteso servirsi dell’Autonomia siciliana come strumento amministrativo per il  loro dominio personale e  mai per gli interessi della gente.

I Siciliani hanno diritto di godere delle risorse naturali che possiedono,  con uno sviluppo economico  basato sul rispetto della natura,  a partire dalla propria terra e dall’agricoltura, dal mare, dal turismo che ne può derivare, con siti archeologici e architettonici secondi a nessuno nel mondo.  Per dare un indirizzo al buon vivere è  necessario orientarsi verso una politica ambientale, che possa essere in sintonia con l’uomo, e creare e proporre soluzioni costruttive  per l’economia, la salute e l’ambiente.

Semplicemente, il diritto ad una vita vissuta dignitosamente senza essere costretti ad emigrare come unica ancora di salvezza!
Questa era la visione della società di Ghandi che si rifà a una concezione organica e/o olistica della stessa, ovvero una concezione che rimanda alla totalità, piuttosto che al solo particolare. E anche questa deve essere la visione dei siciliani. Seguendo tale ideale, Gandhi progettava la costruzione di un’India sovrana, libera e indipendente, fondata sull’unità del popolo.

Economicamente Gandhi era un forte sostenitore della concezione economica nota come Swadeshi (e del movimento che la proponeva), ovvero la promozione dell’autosufficienza economica, basata sulla valorizzazione e il rilancio dei prodotti nazionali. E in quanto a prodotti la Sicilia è seconda a nessuno nel mondo.

Quella proposta da Gandhi era una “terza via” che andava al di là della destra e della sinistra, del capitalismo così come del comunismo dominante e lo stesso si vuole proporre oggi andando oltre alle ideologie. D’altronde cosa sono la destra e la sinistra di fronte all’uomo?

Di questi ultimi due sistemi il Mahatma non gradiva soprattutto il dogmatico materialismo su cui si basavano, e la pretesa di imporre tali ideologie anche con la forza.

Gandhi promoveva una visione politica, culturale e spirituale che univa le persone per la fratellanza universale, per l’autodeterminazione nazionale, nella modernità e nel rispetto della tradizione. Tutto questo risultava incompatibile con la visione scientista, materialista e dogmaticamente globalista tipica di capitalismo e comunismo.

C’è da dire però che Gandhi non rifiutava a priori il socialismo, ma anzi era fortemente influenzato dal cosiddetto “socialismo utopico” e non marxista, quello che si può definire il “socialismo originario”. Lo stesso Gandhi affermò : “Io stesso sono un anarchico, ma di un tipo diverso”.

La sua era un’anarchia di stampo spirituale, oltre la destra e la sinistra, fondata sulla ricerca dell’equilibrio interiore ed esteriore, influenzata oltre che da Thoreau dalle idee del filosofo e scrittore russo Lev Tolstoj.

Dagli esponenti del marxismo e da molti dello stesso anarchismo dominante Gandhi fu criticato, in quanto la sua visione cozzava fortemente con quella di tali ideologie, basate sulla rivoluzione armata, su una dogmatica visione materialista e internazionalista, e sul ruolo prioritario che doveva assumere il proletariato, mentre per il politico indiano la reale Rivoluzione andava oltre le mere questioni di classe, e doveva essere prima di tutto interiore e mirante a liberare l’essere umano non solo dalle catene esteriori, ma anche da quelle interiori.

Difendere la propria terra e la propria gente, non ha ideologia e quindi l’autodeterminazione di un popolo è diritto sacrosanto contro lo strapotere predatorio degli apparati finanziari. Semplicemente!

 

Anche il pacifismo ed il ricorso alla lotta non violenza sono stati fortemente criticati dagli esponenti del socialismo marxista così come da buona parte del mondo anarchico ancora legato al mito della rivoluzione armata, tranne certe eccezioni.

Anche la tematica del pacifismo interessa la Sicilia di oggi, che è  vista da certi potentati solo ed esclusivamente come una grande  piattaforma di guerra nel Mediterraneo e non come un’isola abitata da oltre cinque milioni di persone. Anche per questo i Siciliani vogliono la propria indipendenza, per la pace.

Riportare al centro dell’attenzione internazionale il valore della vita e il desiderio di viverla in pace deve essere il tema principale per una terra da sempre al centro del Mediterraneo. L’esigenza di pace è fondamentale e dobbiamo continuare a nutrire la speranza di convivere assieme. La comunità internazionale deve prendere atto di questa volontà dei siciliani, di questo percorso di convivenza e di pace nel Mediterraneo.

Quello di Gandhi rimane un pensiero attuale, incentrato sulla promozione di una società e di un mondo migliore, fondato sull’autodeterminazione di individui e popoli, e sulla ricerca di una politica fondata sull’armonia, anziché sui meri interessi egoistici di politici e lobby di potere, o su dogmatismi ideologici.

Ghandi, filosofo, sociologo ed economista non ortodosso ebbe modo di predire il futuro con le sue visioni, ed il suo pensiero era in sintesi:

1° La centralità del conflitto città-campagna
2° La critica ai modelli di sviluppo
3° La criticità alla professionalità istituzionalizzata
4° La criticità al monopolio tecnologico
5° L’educazione come formazione del carattere
6° L’economia della parsimonia e della decrescita
7° La trasformazione non violenta delle dittature
8° La difesa sociale e non violenta
9° La ricerca di tecnologie appropriate e conviviali

La vera civiltà è quella forma di condotta che indica all’uomo il cammino del dovere e l’osservanza della moralità.

Il suo intento per il futuro dell’umanità era quello di riprendere la via dei villaggi e della coltivazione della terra utilizzando le proprie risorse  anziché quella dell’industrializzazione selvaggia e spropositata che troppe volte abbiamo visto essere usata per i guadagni dei pochi a svantaggio dei molti con il vile ricatto del lavoro a fronte di malattie e morte, in luoghi dove l’inquinamento è stato perpetuato in maniera criminale.

Non sono questi gli  stessi propositi dei nostri ecologisti più all’avanguardia e dei movimenti per la decrescita in Sicilia?
Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (soprannome datogli dal poeta indiano R.Tagore che in sanscrito significa “Grande Anima”), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell’indipendenza indiana. La Sicilia ai siciliani cosi come l’india agli indiani.

«La terra ha risorse sufficienti per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di tutti.»
(Mahatma Gandhi)

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