I Popoli che abbandoneranno la Terra saranno destinati alla decadenza

POPOLI , TERRA E MARE.

Il referendum non è andato come speravamo ma nonostante la mancanza del quorum non sono mancati i segnali positivi che arrivano dalla Sicilia dove 1.146.308 elettori sono andati alle urne e il 92% di questi ha votato contro le trivelle.

Mentre milioni di italiani si recavano alle urne per difendere i nostri mari, migliaia di litri di petrolio si riversavano nel torrente Polcevera, a Genova, minacciando le acque del mar Ligure. L’incidente è avvenuto intorno alle 20 di domenica quando da una condotta del deposito Iplom, in località Fegino, nell’entroterra genovese, sarebbe fuoriuscito del petrolio riversandosi nei rii Pianego e Fegino e da quest’ultimo nel Polcevera.

Lo stesso potrebbe accadere in qualsiasi polo industriale petrolchimico della Sicilia e dell’Italia intera andando a interessare tutto il Mar Mediterraneo che sappiamo essere un bacino chiuso e darebbe notevoli problemi a carattere ambientale a tutti i paesi che si affacciano sul “Mare Nostrum”.

In uno stato di diritto i reati ambientali e quindi direttamente contro le persone verrebbero condannati e questo in Italia e nel mondo in generale accade sempre di meno privilegiando i guadagni facili invece di difendere la vita di ognuno di noi.

I colpevoli sono facilmente punibili perché chi commette reati ambientali non è poi cosi difficile da trovare e sarebbe auspicabile che i dovuti controlli siano fatti ben prima di questi disastri perché prevenire è meglio che curare.

Confidiamo quindi nelle indagini doverose affinché i responsabili non rimangano impuniti come spesso accade nel nostro paese dove i reati ambientali non vengono sanzionati a dovere o fermati solo dopo aver causato ingenti danni.

Se si volesse! Non ci servono psicologi e psichiatri per curare il nostro tormento esistenziale!

Abbiamo solo bisogno di acqua e aria pura, di un habitat liberato da ogni intrusione chimica, di etica, di significato di bene comune e, più in generale, di una qualità di vita sostenibile rispettosa della Madre Natura, delle sue regole ineludibili, e in armonia con tutte le forme di vita.

Oggi, tutta la catena alimentare, è totalmente compromessa da un’infinita lista di sostanze chimiche cancerogene, prodotte in forma parossistica da altrettante fabbriche fumanti che propagandano utilizzi di mero consumismo deleterio all’ambiente.

Molte di questi inquinanti, a partire dai combustibili fossili e altre sostanze chimiche sono utilizzati sono nell’interesse particolare di poche aziende e spesso disperdono sul territorio e nelle acque il loro carico di morte, con la facilità di chi ottempera ad un diritto, e in barba alla salute della gente comune e dell’ecosistema tutto.

Quando muore un albero e si avvelena un fiume,il mare e la terra e aria in generale stiamo facendo un torto a noi stessi oltre che a tutto il creato e quindi una nuova consapevolezza parte dal responsabilizzare noi e tutti i governanti di questo pianeta a difesa della vita.

 

“La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”

(A. Einstein)

Trattiamo la terra come un tempio e quindi buon tempio a tutti voi……………

Qui di seguito il comunicato stampa del Comitato #NoTriv

COMUNICATO STAMPA

REFERENDUM: OLTRE QUATTORDICI MILIONI DI ITALIANI SONO ANDATI ALLE URNE ED HANNO VOTATO SI’
IL GOVERNO RISPETTI LA LORO VOLONTA’
GRAZIE AL REFERENDUM, TRE QUESITI NO TRIV SONO GIA’ LEGGE
LA LOTTA CONTINUA: A BREVE MESSA IN MORA DEL MISE
PER LE CONCESSIONI GIA’ SCADUTE PRIMA DELLA LEGGE DI STABILITA’ 2016

Il Quorum non è stato raggiunto grazie ai reiterati attacchi del Governo alla democrazia. Gli italiani sono stati privati del diritto di essere informati e di decidere del loro futuro grazie a chi prima ha voluto che votassimo il 17 aprile, dando appena un mese di tempo per la campagna referendaria, e poi ha mandato al macero 340 milioni di euro invitando a non votare.
La libertà di scelta e di voto sono state schiacciate dalla campagna di disinformazione di un Governo strumento delle lobby del petrolio e, come dimostrano le numerose inchieste in atto in tutta Italia, dei vari comitati d’affari che si annidano nelle stanze dei bottoni.
Il Governo toglie a molti per concedere per sempre, a pochi privilegiati, vaste aree del nostro mare. Di fronte ad un’evidente violazione del diritto di libera concorrenza, l’Unione Europea potrebbe intervenire sanzionando l’Italia e a pagare sarebbero gli italiani.
Nonostante il Governo sin dal 19 dicembre scorso abbia tentato di sabotare il referendum, è stato costretto ad accogliere 3 dei 6 quesiti depositati in Cassazione ed abbiamo portato al voto, facendo campagna per appena un mese, ben 16 milioni di italiani. Inoltre 27 procedimenti per il rilascio di nuove concessioni sono stati chiusi e alcune Compagnie petrolifere hanno rinunciato spontaneamente a permessi già ottenuti. Di questo il Governo deve tener conto.
In appena un mese di tempo abbiamo portato il tema delle trivelle nelle case degli italiani ed al centro del dibattito politico; abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora delle concessioni scadute in Adriatico di cui il Governo (MISE) sapeva e rispetto alle quali ha lasciato che l’attività estrattiva andasse avanti in spregio alla legge; abbiamo rivelato agli italiani che non c’è da fidarsi dei controlli ambientali che pure vengono fatti ma che il Ministero dell’Ambiente ignora (vedi caso piattaforma Basil), lasciando che le compagnie avvelenino il nostro mare.
Lo abbiamo sempre detto: il Referendum non è mai stato un punto di arrivo semmai di partenza. E così sarà.
Da domani l’iniziativa contro le trivelle ripartirà con più forza di prima: innanzitutto con la messa in mora del MISE rispetto alle concessioni scadute prima del 31/12/2015, che dovranno cessare la loro attività immediatamente e, in seconda battuta, con una nuova richiesta di moratoria delle attività estrattive, sull’esempio di Francia e Croazia, in attesa di una completa riforma della Strategia Energetica Nazionale.
Ringraziamo tutti gli italiani che hanno votato e che hanno dato prova di grande senso civico e dello Stato. Invitiamo tutti gli altri a non essere ingenui perché le bugie – soprattutto quelle del Governo su posti di lavoro, tutela dell’ambiente e calo della bolletta energetica – hanno gambe cortissime.
Il Governo, le lobby delle fonti fossili, i comitati d’affari e gli inquinatori di Stato sappiano invece che loro strada d’ora in poi sarà ancor di più in salita.
Seguono le firme di 14 milioni di italiani.
Roma, 18 aprile 2016
Coordinamento Nazionale No Triv

 

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