Una brutta notizia per l’Eni

 

Sarà una svolta. La Nigeria collaborerà con le autorità giudiziarie italiane. Una buona notizia per la procura di Milano, una pessima notizia perl’Eni e i suoi uomini. La vicenda è quella di Opl 245, un grande giacimento petrolifero nel Paese africano di cui hanno ottenuto lo sfruttamento, nel 2011, Eni e Shell. Con accordi segreti e tangenti, secondo il pm milaneseFabio De Pasquale, che è riuscito a bloccare oltre 1 milione di dollari in una banca di Londra ritenuto il tesoretto da utilizzare per pagare mediazioni e tangenti. L’ipotesi d’accusa è che una parte di queste fosse destinata a personaggi italiani.
Nel frattempo, in Nigeria è cambiato il governo e il nuovo presidente eletto, Muhammadu Buhari, ha promesso una lotta decisa alla corruzione, in discontinuità con il suo predecessore Goodluck Jonathan e il suo ministro del petrolio, Dan Etete.

Il pm De Pasquale ha acquisito dai magistrati di Napoli le intercettazioni dell’inchiesta P4 su Luigi Bisignani: nel 2010, Bisignani parlava dell’affare nigeriano con il suo amico Paolo Scaroni, allora amministratore delegato di Eni. Ora le rogatorie italiane in Nigeria potrebbero avere finalmente risposta, con la possibilità di scoprire i destinatari delle tangenti.

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