Gela, Priolo, Marghera: l’affare dismissioni senza bonifiche

La cattedrale del deserto, cioè Gela, ha perso la cattedrale e si ritrova il deserto.

Mentre “i tedeschi trasformano i loro postacci in oro, noi facciamo il contrario”. Uno studio realizzato dal Cnr insieme all’università Federico II di Napoli, avverte la Gabanelli, dimostra che, bonificando un sito come quello di Gela, la ricaduta sul risparmio sanitario, cioè malattie evitate, calcolate sui prossimi 20 anni, sarebbe di 6,6 miliardi di euro.

Perché non sono stati spesi i soldi? Perché i siti non sono stati bonificati? Chi sono i compratori delle raffinerie e quanto ha “perso” o guadagnato l’Eni con il piano di dismissioni?

Potrebbe essere d’aiuto sapere che le operazioni di bonifica devono essere pagate per metà dallo Stato e per metà dall’azienda che deve dismettere. Potrebbe convenire, cioè, rimanere in una specie di limbo. Non è conveniente dismettere e bonificare e non è conveniente nemmeno produrre.

 

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