Xylella, la denuncia di ‘Nature’: in Italia ricercatori sotto accusa come per il sisma a L’Aquila

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A Torchiarolo, a metà strada fra Brindisi e Lecce, la protesta contro il Piano Silletti e le sue prescrizioni per eradicare gli ulivi contagiati dalla xylella è stata molto accesa. Centinaia di persone hanno fatto da scudi umani per fermare le ruspe, prima che il Tar del Lazio sospendesse le eradicazioni. “Ma non è bastato”, racconta il musicista e fotografo Vincenzo Rapanà,che a Torchiarolo ci vive. “Nei giorni scorsi le ruspe sono comunque entrate in uno dei terreni di un agricoltore che non aveva fatto ricorso contro il Piano Silletti, arrendendosi all’espianto dei suoi ulivi. Ci sono entrato, in quel terreno, quando tutto era finito e mi si è raggelato il sangue dinanzi alla fine impietosa di questi giganti secolari”. Un reportage composto e silenzioso che suona come un requiem, allora, quello realizzato da Rapanà, che non per caso ha fotografato tronchi e radici senza alcuna traccia della presenza umana: “Trovarmi tutto questo davanti non è stato facile e quando sono andato via il mio pensiero è volato a mio nonno, che di mestiere faceva il contadino: se fosse ancora vivo cosa avrebbe pensato? E se fosse stato suo quell’appezzamento di terreno? Non conosco le risposte, ma per un attimo mi si è stretto il cuore” (Antonio Di Giacomo)