I Templi di Agrigento con Diodoros difendono la biodiversità.

[by Elena Bianco – econewsweb.it]

Nell’area del parco archeologico si ripristinano pratiche agricole già esistenti nell’antichità, coltivazione della vite, dell’ulivo, ma anche allevamento delle capre girgentane e arnie dell’ape nera sicula.

Luogo di fascino storico e artistico indiscutibile e richiamo per 600.000 visitatori all’anno, Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, dal 1997 patrimonio UNESCO, è al centro di un progetto di riqualificazione dei terreni all’interno del perimetro del Parco. E oggi si iniziano a vedere i primi risultati. Visitarlo è un viaggio, non solo nel passato, ma anche in un futuro di sostenibilità di questa parte della Sicilia. Diodoros, è il marchio che prende il nome da Diodoro Siculo, lo storico fra i primi a descrivere l’agricoltura in questi luoghi (presente da 2500 anni), con cui l’Ente Parco, dipendente dalla Regione Siciliana ma con autonomia gestionale e finanziaria, sta concedendo parte dei 1.300 ettari di terreno di sua pertinenza a privati e cooperative che intendano ripristinare pratiche agricole già esistenti nell’antichità. In primis la vite. Guardando in basso dal Tempio di Giunone, si vede un vigneto di 3 ettari, oggi gestito dalla cantina cooperativa Cva Canicattì che lo coltiva con pratiche ecosostenibili. Sono già in commercio 6000 bottiglie di rosso Diodoros, uvaggio di Nero d’Avola, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio. Poco distante, un Museo Vivente del Mandorlo vanta 600 alberi di 300 specie diverse (alcune autoctone) che sono curate in collaborazione con l’Università di Palermo e Slow Food. Dai bellissimi ulivi, alcuni ultracentenari, si è ricavato il primo olio a marchio Diodoros, e presto passeggiando si vedrà il recinto delle capre girgentane dalle corna a spirale, una razza a rischio di estinzione, dal cui latte si ricaveranno i formaggi e le arnie dell’ape nera sicula, per il miele, entrambe presidio Slow Food.
Vogliamo trasformare il problema di avere in gestione estensioni di terreno così ampie in un’opportunità – spiega Giuseppe Parello, direttore del Parco – mantenendo il paesaggio e reintroducendo le colture tradizionali”. A tale scopo presto si apriranno orti sociali per anziani e scuole, disabili e soggetti svantaggiati. Il progetto Goethe, per i più giovani, prevede il ripristino di tecniche culturali descritte nel ‘700 dallo scrittore nel suo “Viaggio in Sicilia”. Le royalties che l’Ente Parco ricava dalle attività produttive sono reinvestite per la manutenzione: oggi la Valle non è solo un sito archeologico, ma è diventato anche luogo di contaminazione fra l’antichità e l’arte contemporanea, come testimonia il bronzo “Icaro” di Igor Mitoraj, davanti al Tempio della Concordia.

Nella foto Giovanni Greco, presidente del CVA Cancattì mostra le prime bottiglie del vino Diodoros, ricavato dal vigneto nella Valle dei Templi di Agrigento

Photo credit – Marco Restelli